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Sunday, July 20, 2003 - ore 13:36
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri sera sono andata alla"Sagra dei Per"
...non è un campionato di matematica,
ma la festa più grande del mio paese.
A me piace molto parteciparvi perchè vedo un sacco di compaesani
che non avrei altra possibilità di incontrare...
Si scambiano quattro chiacchiere,
si beve qualche birra,si balla un po',
si passeggia e ci si saluta...
...niente di speciale insomma…
ma è quel che basta per non perdere del tutto i contatti
con il proprio quartiere.
Una volta era diverso,la vita del paese era più intensa,
i legami fra le persone dello stesso territorio molto più forti,
Oggi le cose sono un po’ cambiate,
i vicini non si conoscono quasi più,
si salutano a stento,
ognuno tende a condurre la propria vita
rinchiuso fra le mura domestiche
sia che le cose vadano bene sia che vadano male…
sarà anche per questo che nella mia zona
cosi’ ricca di benessere economico
c’è una delle percentuali più alte di suicidi?
L’idea di piccolo paese di montagna in cui tutti
si conoscono e si aiutano
non vale più per il mio territorio
che se da un lato si sta disurbanizzando,
dall’altro sta proponendo dei rapporti interpersonali
sul modello della grande città.
Io credo che sarebbe importante non perdere
quest'aspetto sociale del vicinato...
e le sagre sono una bella occasione per ritrovarsi
e anche per ridefinirsi!
Io le amo particolarmente anche perché
mi ricordando gli anni d' "oro " della compagnia di Sois
I tempi della mia adolescenza…
Com’era bello quando ci si ritrovava tutti al bar della Bruna(ormai chiuso)
e poi si partiva per andare a queste sagre…
Gli amici:gente semplice e vera,
ognuno con un soprannome,ognuno con una storia,
ognuno accettato per quello che era…
l’importanza non stava nell’avere,
o nel fare qualcosa di prestigioso…
l’importanza veniva data all’essere!
Ognuno era unico e speciale…
E poi le cioche,le canzoni,i tornei di calcio,le storie ascoltate cento volte,
le api,i vecchi del bar,le discussioni…
gustare le cose più semplici,una polenta,un casetta abbandonata per far festa,
una damigiana,un motore da rielaborare,l’andare in certi luoghi…
Mi manca un po’ tutto questo…era bello!
e mi dispiace non averlo apprezzato fino in fondo mentre lo vivevo…
..Lo amo ora,dopo essere stata in diverse altre compagnie,
da quelli dell’oratorio,alla”Belluno bene”,al “circolo degli avvocati”…
In questi anni ho conosciuto persone diverse
e nonostante mi sia trovata sempre a mio agio in ogni situazione,
difficilmente ho provato la stessa sensazione di libertà
che mi dava lo stare con la mia prima compagnia…
Oggi,quando vado alle sagre e ritrovo i vecchi amici,
respiro ancora un po’ di quella vita spensierata
e mi si rallegra il cuore…
Per alcuni tutto ciò potrebbe essere una cosa banale,
ma certe cose si apprezzano solo se si sono vissute…
Penso di non aver mai ringraziato Moreno & Company per tutto ciò...e mi dispiace non poterlo più fare...
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