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Wednesday, September 05, 2007 - ore 11:03


... E MILIARDI DI STELLE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


...e alzando gli occhi vidi qualcosa che non ricordavo se non in maniera inconscia, ancestrale, un’immagine scavata nelle viscere...

Nato e cresciuto così vicino alle fabbriche da far fatica a vedere Venere e Sirio. Nato dove quando il cielo assume i colori sgargianti del tramonto, non puoi fare a meno di notare la nota disarmonica di un giallo malsano. Una linea orizzontale e strisciante in un cielo curvo.

Lo spiazzo non era particolarmente grande, battendo il piede per terra in alcuni punti si poteva sentire il vuoto nascosto sotto un tappeto di aghi di pino. Gli alberi tutto attorno erano bui e silenziosi. Una guardia alla notte. L’effetto era quello di una conca, alzando lo sguardo l’impressione di guardare verso il la superficie di un lago, sdraiati sul fondo.

Non realizzai subito la cosa, certi mutamenti sono talmente rapidi e improvvisi che pare corpo e mente ne rallentino la percezione per difenderci. Forse fu solo la pupilla che impiegò il suo tempo per mettere a fuoco.
Le stelle si accesero una ad una nel vuoto della mia pupilla. Lo specchio ristretto, il fondo del lago capovolto dal quale guardavo, prese ad allargarsi sempre più velocemente, fino a quasi farmi male. Mi sentii piccolo e incapace di abbracciare tutta quella vastità, quel gigantesco, infinitesimale frammento di cielo che mi riempiva gli occhi fino a farmeli dolere mentre tentavo di abbracciarne i contorni con la coda dell’occhio.
La luce mi riempì gli occhi per un istante.
Una sensazione di leggerezza mi entrò nei polmoni assieme all’aria fredda e all’odore di resina.

Andai dal mio ospite e gli dissi solo: "Grazie, non ricordavo che in cielo ci fossero così tante stelle".
Mentii, non lo sapevo, non le avevo mai viste ma solo favoleggiate.



In effetti la montagna mi manca...mi manca tantissimo...


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