CTF_PD, 23 anni
spritzino di Beh....ovvio che Padova
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Thursday, September 06, 2007 - ore 18:36
Siamo i Migliori....
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vado sul sito di Repubblica e cosa leggo?
Che Padova è al 1° (PRIMO) posto per la facoltà di Farmacia!!!!!!

Vi allego anche larticolo scritto da Repubblica che spiega un pò la vita della Facoltà di Farmacia
PADOVA - Forse hanno l´orologio in testa, le anatre del canale Piovego. Poco prima delle ore 13 si radunano davanti ai gradoni, dietro la facoltà di Farmacia, e aspettano gli studenti. Sanno che sono buoni, e risparmiano qualche pezzo di panino o pizzetta per gli amici pennuti. Ragazze e ragazzi pranzano al sole, così si abbronzano pure, poi tornano nell´edificio stile littorio dove i fasci sono stati tagliati ma resta una lapide al Benito conquistatore di un impero. Sono tutti tranquilli, qui, perché tutti hanno un futuro sicuro in tasca. Fare il farmacista non è come scalare l´Everest, ma è un mestiere utile, riconosciuto, pagato abbastanza bene anche se si è dipendenti. «Se oggi avessimo cento nuovi laureati, potremmo piazzarli subito solo in Alto Adige. Disoccupazione, qui, è parola quasi sconosciuta». Prima facoltà in Italia, quella della Farmacia padovana. E qualcuno cerca di spiegarsi un salto vertiginoso in graduatoria, negli ultimi due anni. «I nostri servizi - dice il professor Oddone Schiavon, presidente del consiglio di corso di laurea - sono migliorati sì, ma non tanto da giustificare un simile balzo. Credo che il vero salto di qualità lo abbia determinato la collaborazione attiva con gli studenti. Assieme abbiamo costruito il sito web, abbiamo discusso di corsi di laurea e nuovi sbocchi professionali. Gli studenti, qui da noi, non sono numeri ma persone. E il salto in alto l´abbiamo fatto tutti assieme».
Quando il "nuovo" istituto fu inaugurato, nel 1938, c´era anche un bunker dove rifugiarsi in caso di bombardamento aereo. Un solo professore in cattedra - era quella di chimica farmaceutica e tossicologica - e cento studenti pronti a prendere il posto dei loro padri in farmacia. Ora i docenti sono 71 (17 dei quali di prima fascia) e gli studenti 2.361. «Abbiamo dovuto metterci al passo con i tempi - spiega Manlio Palumbo, direttore del dipartimento di scienze farmaceutiche - Negli anni 50 e 60 le farmacie ben fornite avevano dai 250 ai 500 prodotti, ora le specialità in prontuario sono 5.000. Negli anni 70, poi, tutto è cambiato. Prima arrivavano quasi esclusivamente figli di farmacisti». Anche la facoltà, adesso, sembra una farmacia moderna dove è possibile acquistare ormai di tutto, dalle scarpe ai giocattoli per bambini. Si diventa ovviamente farmacisti, ma anche (con laurea breve) informatori scientifici, esperti di tecniche erboristiche, di marketing, tecnici per prodotti cosmetici e dietetici. Il fiore all´occhiello resta comunque quello che qui tutti chiamano Ctf, il corso di chimica e tecnologia farmaceutica. Inaugurato nel 1978, resta il corso più ambito. «Dà una preparazione specifica - dice il professor Schiavon - per entrare come ricercatore nell´industria farmaceutica. Con questo corso è iniziato il vero rinnovamento della facoltà. Il segreto del nostro successo è presto svelato: siamo riusciti, credo, a costruire percorsi didattici culturalmente validi e allo stesso tempo professionalizzanti, in stretta collaborazione con le industrie e con l´ordine dei farmacisti. Il presidente dell´ordine di Padova, Adriano Guiotto, è anche un nostro docente».
C´è una scuola di specializzazione in farmacia ospedaliera e si è avviato - tre anni più due - il corso di biotecnologie sanitarie, in collaborazione con le facoltà di Medicina e di Veterinaria. Corso a numero chiuso (cento posti per 300 domande), come chiusi sono i corsi di tecniche erboristiche (42 posti) e informazione scientifica (42 posti). La frequenza è obbligatoria per tutti i corsi. Si fanno una decina di verifiche all´anno, e chi non è presente almeno nel 75% dei casi, non può accedere agli esami. Un´aula di informatica con trenta computer ha portato il nuovo nel palazzo del Ventennio. «Un tempo - dice il preside Sebastiano Marciani Magno - il laureato che usciva da qui aveva un bagaglio di conoscenze che gli bastava per tutta la vita professionale. Adesso no, i cambiamenti arrivano ogni minuto, e impegnano soprattutto noi docenti. La collaborazione con l´industria è utile, per stare al passo con il nuovo che avanza. Oggi bisogna conoscere i farmaci biotecnologici e la terapia genica. Noi lavoriamo con le industrie, che hanno i mezzi per sviluppare brevetti che sono dell´università. Professionisti dell´industria fanno anche corsi ai nostri studenti. Tutto questo senza svenderci. Saper interpretare le esigenze dell´industria è un nostro dovere. Non piegarci, è un nostro diritto»..
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