
Rozzo, 29 anni
spritzino di Regillum Sabinae
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STO LEGGENDO
Premettendo che leggo UN SOLO libro alla volta, gli ultimi acquisti sono:
Le nozze di Cadmo e Armonia - R. CalassoPoesie - E. DickinsonDexter il vendicatore - J. LindsayIl trono di spade - G.R.R. MartinQuando Teresa si arrabbiò con dio - A. JodorowskyLa spada di Shannara - T. Brooks
HO VISTO
Un ammasso di merdacce sioniste ANNICHILIRE una popolazione, e passare da gente perbene.
STO ASCOLTANDO
Gli altri IO, dentro di me, che urlano per venire fuori...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
C’è chi, con molto talento, sta pensando di portare migliorie, sotto questo aspetto... ma questo è... solo aspetto.
ORA VORREI TANTO...
Avere il coraggio...
STO STUDIANDO...
Me stesso, ma niente da fare non riesco ad andare oltre la pagina 11
OGGI IL MIO UMORE E'...
Rosso, rossissimo, quasi nero.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Monday, September 10, 2007 - ore 12:09
Vari pensieri
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ciao.
Giorni fa, ascoltando vecchie canzoni, mi sono tornati in mente gli anni del liceo. Pensavo all’evoluzione delle idee di un adolescente, alle ragazzate (certe veramente pesanti) e a cosa mi hanno lasciato sulla pelle, nella mente, negli occhi. Le ammonizioni del biennio, i danni a cui si è scampati nel triennio, le fughe al Terminillo o al mare nel quinto anno e così via…
Pensavo ai vecchi professori, che come ingegneri generalmente avevano una seconda attività, ai giovani promettenti che ci hanno “abbandonato” per conseguire il master in ingegneria aerospaziale alla UCLA, e che avevano solo un paio di anni in più rispetto al più vecchio di noi, che però stava ottenendo il secondo diploma. O a quel professore che aveva progettato l’impianto termico-idraulico del Sant’Andrea, uno degli ospedali della capitale, o a un altro giovane che aveva parecchia esperienza pratica sull’istallazione e il mantenimento di centrali eoliche in Africa… Oppure ai “vecchi”, che a pensarci bene erano forse i più giovani mentalmente: a quello che si incazzava come una biscia quando avveniva uno dei tanti torti imposti dal governo precedente, a quello che aveva avuto come compagno di classe Renzo Arbore (a sua detta “un frescone”), e col quale si parlava di piazza Fontana in classe, mentre gli altri cercavano di portare a termine il compito in classe che io non avrei mai consegnato, ma era il nostro patto tacito, non sarei diventato un ingegnere, perciò non ce ne fregava più di tanto della progettazione. Adesso sta lottando con un tumore, lo stesso che s’è portato via il vicepreside con cui andavamo d’accordo…
Io non credo di essere cambiato tanto, sono quattro anni che mi sono diplomato, e a parte la cresta che è diventata una folta chioma di ricci-dread e qualche chilo in più, sono rimasto tale e quale.
Invece qualcuno dei miei compagni è cambiato radicalmente, dal vestire, dal rendimento scolastico, dalla musica, dalla testa. Mi chiedo, è giusto restare fedeli a sé stessi o è meglio cercare di cambiare, arrivando a rinnegare quello che sei? Ai posteri l’ardua sentenza…
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