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Tuesday, September 11, 2007 - ore 09:33
"Perchè un corvo somiglia a uno scrittoio?"
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Davanti alla casa, sotto un albero, stava una tavola apparecchiata, alla quale sedevano il Cappellaio e la Lepre. Stavano bevendo il the. Fra loro sedeva un Ghiro che dormiva saporitamente, mentre i due, appoggiandosi sulla sua testa, conversavano pacificamente. "Veramente un po’ scomodo per il Ghiro - penso` Alice - ma quello dorme e sicuramente non ci fa caso!"
Il tavolo era grande, ma i tre stavano seduti l’uno addosso all’altro. "Occupato! occupato!" si misero a gridare in coro quando videro che Alice si avvicinava. "Non c’e` occupato che tenga!" disse energicamente Alice, e si mise a sedere su di una poltrona in capo al tavolo!
"Un goccio di vino?" chiese gentilmente la Lepre.
Alice diede un’occhiata sul tavolo, ma vide soltanto la teiera. "Ma io non vedo il vino!" rispose.
"Appunto, il vino non c’e`!" dichiaro` la Lepre.
"Allora proprio non e` gentile da parte tua offrirmi il vino se non c’e`!" replico` Alice arrabbiata.
"Ma nemmeno da parte tua e` stato gentile sedersi alla nostra tavola senza essere invitata", disse la Lepre.
"Ma io non potevo sapere che il tavolo fosse soltanto per voi. - si scuso` Alice - Ci sono piu` di tre coperti".
"Dovresti farti tagliare i capelli." disse il Cappellaio. Egli aveva osservato Alice per qualche istante con molta curiosita`, e quelle furono le sue prime parole.
"E tu non dovresti fare osservazioni personali", disse Alice in tono severo.
Il Cappellaio spalanco` gli occhi ma quel che rispose fu questo: "Perche` un corvo somiglia a uno scrittoio?"
"Ecco, ora staremo allegri! - penso` Alice - Sono contenta che abbiano cominciato a proporre degli indovinelli... Credo di poterlo indovinare", soggiunse ad alta voce.
"Intendi dire che credi che troverai la risposta?" domando` la Lepre di Marzo.
"Proprio cosi`" disse Alice.
"Allora dovresti dirci che cosa pensi" continuo` la Lepre.
"Lo sto facendo. - si affretto` a rispondere Alice - Io penso cio` che dico. Pensare e dire fa lo stesso".
"Eh, no cara. Se dici: Io vedo cio` che mangio o io mangio cio` che vedo, non e` la stessa cosa", disse il Cappellaio.
E la Lepre intervenne:"Con lo stesso diritto potresti dire che ’Cio` che mi appartiene mi piace’ e` lo stesso di ’Cio` che mi piace, mi appartiene’ ."
"Anche il Ghiro pur nel sonno, volle dire la sua:"Sarebbe come dire che: ’finche` dormo, vivo ’ sia lo stesso di ’finche` vivo, dormo ’ ."
"E’ lo stesso per te", disse il Cappellaio. E qui la conversazione cadde, e tutti stettero muti per un poco, mentre Alice cercava di ricordarsi tutto cio` che sapeva sui corvi e sugli scrittoi, il che non era molto.
Il Cappellaio fu il primo a rompere il silenzio. "In quale giorno del mese siamo?" disse, rivolgendosi ad Alice. Aveva cavato l’orologio dal taschino e lo guardava con un certo timore, scuotendolo di tanto in tanto, e portandoselo all’orecchio.
Alice penso` un po’ e rispose:"Oggi ne abbiamo quattro".
"Sbaglia di due giorni! - osservo` sospirando il Cappellaio - Te lo avevo detto che il burro avrebbe guastato il congegno!" soggiunse guardando con disgusto la Lepre di Marzo.
"Il burro era ottimo", rispose umilmente la Lepre di Marzo.
"Si` ma devono esserci entrate anche delle molliche di pane - borbotto` il Cappellaio - non dovevi metterlo dentro usando il coltello del pane."
La Lepre di Marzo prese l’orologio e lo guardo` malinconicamente: poi lo immerse nella sua tazza di the e l’osservo` di nuovo, ma non seppe far altro che ripetere l’osservazione di prima:"Il burro era ottimo, sai."
Alice, che l’aveva guardato curiosamente, con la coda dell’occhio, disse: "Che strano orologio! segna i giorni e non dice le ore."
"E a che scopo dovrebbe segnare le ore? Forse il tuo orologio segna gli anni?" brontolo` il Cappellaio.
"No - si affretto` a rispondere Alice - ma l’orologio segna lo stesso anno per molto tempo."
"Quello che fa il mio!" rispose il Cappellaio.
Alice ebbe un istante di grande confusione. Le pareva che l’osservazione del Cappellaio non avesse alcun senso; eppure egli parlava correttamente. "Non ti capisco bene!" disse allora con la maggiore delicatezza possibile.
"Il Ghiro s’e` addormentato, di nuovo!" disse il Cappellaio, e gli verso` sul naso un po’ di the bollente.
Il Ghiro scosse la testa, e senza aprire gli occhi mormoro`:"Gia`! Gia`! Stavo per dirlo io."
"Credi ancora di aver risolto l’indovinello?" disse il Cappellaio, rivolgendosi di nuovo ad Alice.
"No, ci rinuncio. - rispose Alice - Qual e` la risposta?"
"Non ne ho la minima idea" rispose il Cappellaio.
"Nemmeno io!" rispose la Lepre di Marzo.
Alice sospiro` seccata, e disse:"Credo che potresti fare qualcosa di meglio piuttosto che perdere tempo, proponendo indovinelli senza senso."
"Se tu conoscessi il tempo come lo conosco io, - rispose il Cappellaio, - non diresti che lo perdiamo."
"Non capisco che cosa tu voglia dire!" osservo` Alice.
"Certo che non lo capisci! - disse il Cappellaio, scuotendo il capo con aria di disprezzo - Scommetto che tu non hai mai parlato col tempo."
"Forse no, - rispose prudentemente Alice - ma so che debbo battere il tempo quando studio la musica."
"Ahi, adesso si spiega, - disse il Cappellaio. - Il tempo non vuol essere battuto. Se tu fossi in buon rapporti con lui, farebbe dell’orologio cio` che tu vuoi. Per esempio, supponi che siano le nove, l’ora di andare a scuola, basterebbe che gli dicessi una parolina all’ orecchio, e in un lampo la lancetta andrebbe avanti! Mezzogiorno, l’ora del pranzo!"
("Adesso vorrei proprio che fosse mezzogiorno..." bisbiglio` fra se` la Lepre di Marzo).
"Sarebbe magnifico, davvero - disse Alice pensosa - ma non avrei fame a quell’ora, capisci?
"Forse non subito. Pero` potresti lasciare le lancette dell’orologio sulle dodici fin quando ti piacera`".
"E tu fai cosi`?" domando` Alice.
Il Cappellaio scosse tristemente la testa e rispose:"Io no. Nel marzo scorso abbiamo litigato... proprio quando divento` matta lei... - (e indico` col cucchiaio la Lepre di Marzo...) Fu al gran concerto dato dalla Regina di Cuori... li` dovetti cantare...
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