
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Tuesday, September 11, 2007 - ore 21:04
Mammismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho una mamma speciale, ma ne ho già parlato ampiamente.
L’altro ieri
(avantieri) mi ha chiesto di aiutarla ad imparare ad usare il computer. Mi ha pregata di darle una mano, perché le banche consigliano sempre di controllare conti ed operazioni da casa, per sveltire le code e per una maggiore funzionalità. E lei vuole imparare a fare da sola, per non perdere tempo. È anche giusto, mi sono detta, sarebbe importante per lei.
Peccato che io non sia psicologicamente pronta ad accettare che mia madre abbia un’avversione cronica per il mouse. È sveglia, nonostante la cinquantina, usa da sempre la macchina da scrivere e sa come funzionano i tasti. Anche se sulla tastiera del pc sono posizionati diversamente per lei sarà comunque più semplice che per altri imparare a scrivere. Credo. È una donna svelta di comprendonio – termine di cui mia madre abusa spesso e volentieri.
Ma il mouse, questa entità ultraterrena. Il mouse. Non ce la fa proprio. Lo tocca come fosse di vetro. Clicca col destro ogni due per tre. Non ce la fa proprio. La rotellina non la concepisce. Il doppio clic è una tortura medievale. Le icone non le entrano in testa. Le cartelle per lei sono quelle sulla scrivania. I file non le sono accessibili, tratta internet come una diavoleria, una specie di magia. Qualcosa che appare e scompare. Ma le piace dire
vuvuvu.
Mi dice che sono così brava... E mi chiede come ho fatto.
Mamma, io non sono brava, io so fare il minimo indispensabile che mi garantisca sopravvivenza e che mi permetta di sentire amici lontani; so usare quelle opzioni del computer che un quindicenne odierno utilizza da quando gli hanno insegnato a dire pappa; le mie competenze sono limitate a quello che mi interessa dei computer, cioè pochissimo.
Io in realtà sono un disastro con questi aggeggi, se arrivo a insegnare a usare il computer vuol dire che sei tu che sei davvero presa male.
La mamma sorride, perché crede di avere una figlia eccezionale, che la aiuterà a conoscere il computer a 50 anni. Non sa che sua figlia tra poco scapperà a gambe levate e si inventerà centinaia di milioni di nuovi irripetibili impegni per non dover assistere di nuovo a scene come quelle di oggi.
La cosa bella però oggi è successa, oggi che era il primo giorno.
Oggi la mamma, da brava segretaria seria ed attenta, ha preso appunti.
La prima frase sul suo quaderno è
ACCENDERE IL COMPUTER E LO SCHERMO.
In stampatello, grande.
Adoro mia madre quando fa così.
Una delle 9 foto che mia madre ha fatto a Roma con la mia macchina digitale, che le avevo prestato per immortalare i momenti più significativi. Questa nella foto è mia madre che si fa fare una delle 3 foto in cui appare. Adoro mia madre...
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