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Monday, September 17, 2007 - ore 11:28


evviva...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il Padova
10.09.2007 - Pagina: 22

Giovani e città. Dopo l’aggressione al sacerdote, sul Piovego tassi alcolici alle stelle
Messa d’addio per don Spritz e sui Navigli il 60% di ubriachi
Don Marco Pozza saluta la comunità e rivela il suo sogno: percorrere la strada della santità

Addio a Padova, la città in cui don Marco Pozza è diventato “don Spritz”. L’ultima Messa, quella per salutare la comunità della Sacra Famiglia, è stata celebrata ieri sera in una chiesa presa d’assalto da un migliaio di fedeli, due giorni dopo l’aggressione di cui il sacerdote è rimasto vittima venerdì insieme a due giornalisti della troupe di Mtv. Sullo scenario di un “Naviglio degli spritz” gremito, don Marco Pozza stava girando alcune scene sul tema dell’alcolismo giovanile, che avrebbero dovuto essere trasmesse a ottobre dall’emittente americana. Per l’aggressione risulta indagato per violenza privata e danneggiamento Adriano Solinas, portavoce dei 14 esercenti dei chioschi sul Lungopiovego.
Il giorno dopo l’aggressione, sabato sul Naviglio sono stati effettuati i controlli antialcol. Su 121 persone tra i 16 e i 30 anni cui è stato misurato il tasso alcolico nel sangue, 66 hanno fatto registrare un valore superiore al massimo stabilito per legge (0,5 grammi per litro di sangue): quasi il 60 per cento. Secondo il vicesindaco Claudio Sinigaglia il valore elevato dipende dal fatto che i controlli sono iniziati solo dopo mezzanotte. Come soluzione al problema dell’etilismo giovanile l’assessore della Margherita vedrebbe di buon occhio l’istituzione di sanzioni a chi venga trovato positivo all’alcol-test. Altra strada quella tentata da don Marco Pozza nell’arco dei suoi tre anni di mandato alla Sacra Famiglia: far “innamorare” i giovani di Dio. Un desiderio ribadito nell’omelia di saluto prima del viaggio per Roma,dove il sacerdote approfondirà i temi della comunicazione. «Il mio non è un addio» puntualizza però don Marco. «Mi spiace certo lasciare i miei ragazzi, ma avremo tutta l’eternità per stare insieme» spiega, ringraziando per primi proprio i suoi giovani nel corso dell’omelia.

Un pensiero grato va anche ai superiori: don Attilio Mazzola, don Sandro Panizzolo, il vescovo Antonio Mattiazzo. Ma don Spritz si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «Ringrazio la comunità degli adulti che hanno sopportato, a volte criticato, il mio modo di essere prete». Tra un riferimento a don Dilani e le note di Zucchero, don Marco saluta la sua parrocchia e svela: «Anch’io ho un sogno: diventare santo».


la mia domanda è.. se uno abita lì vicino, e non deve guidare, perchè non dovrebbe bere? ognuno dovrebbe essere libero di fare quello che vuole, ma sempre nel rispetto degli altri... quindi, perchè mi devono rompere il cazzo se io mi ubriaco a 100 mt da casa?

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