
u a l e, 22 anni
spritzina di n don dan
CHE FACCIO? schei,schei,schei..degli altri!!
Sono sistemato
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STO LEGGENDO
NON LEGGO.
VIVO DI EMOZIONI CHE TU,TU..NON SAI NEMMENO DI DARMI
HO VISTO
quei ke ga visto me moroso..
ma il migliore è


..ke innamorarsi è più facile di quanto credevo..
..ke bastano un sorriso,uno sguardo,o una parola di complicità per raddrizzare una giornata storta..
...ke basta DAVVERO poco x stare veramente bene...
...ke siamo di nuovo terze in classifica

...
...Paris Hilton morire,in sogno,magari!!...
...ke prendi più punti con una parola che con cento..
..Nico diventare tutto rosso quando ho varcato la porta in montagna!..
..la u a l e diventare tutta rossa quando ho varcato la porta in montagna!..
..ke tra due braccia mi sento in paradiso..

..ke è bello svegliarsi la mattina per un’altra persona e sentirla vivere in un pensiero incessante..
STO ASCOLTANDO
io??neanke cose da chiedere...

.."GRAZIE PERCHè" G.Morandi & A.Stuart..
.."A TE" Jovanotti..
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
over the top
e la sera.....
ORA VORREI TANTO...
mmm...SHOPPING??
divertirmi e ridere!! 
..Londra..
..abbracciare il mio ciccione(l’omino tecnocasa!)..

DORMIRE!

STO STUDIANDO...
..l’amore..materia completamente nuova per me

..perdonatemi,ma il mio maestro impartisce lezioni privete SOLO A ME MEDESIMA STESSA!
OGGI IL MIO UMORE E'...
innamorata:

Insonà


ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
1) rimanere bambini nel cuore! sapersi stupire, avere un sorriso luminoso e due occhi cha parlano di tenerezza!
2) capire che una persona non è come sembrava...ma molto meglio!
3) Quando giochi con le mani di una persona che ti piace e senti il cuore che accelera...
4) un sorriso e una parola solo per te...da una persona speciale
5) aspettare con ansia il momento in cui si incontrerà una persona speciale per poter parlare ore ore ore...
6) Come un Rum & Pera possa cambiarti la giornata
7) i grattini!
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Monday, September 17, 2007 - ore 20:42
ancora,acora,ancora...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La
sindrome da shopping oggi è un fenomeno molto complesso e di difficile comprensione, per quanto riguarda la sua diagnosi e, di conseguenza, la possibilità terapeutica.
Il problema più grande può essere inquadrato nella sua mancata univocità nella definizione e classificazione nosografica. Per semplificazione, se apriamo il DSM IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, a cui medici psichiatri e psicoterapeuti fanno riferimento), la sindrome da shopping non esiste.
Quanto detto risulta paradossale, se si considera la grande importanza nel definire, anche se in senso generale, la problematica psicopatologica da affrontare e, come detto, una possibilità di cura.
Vediamo quindi quale per il momento è la definizione maggiormente accettata e quali possono essere i modi per affrontare questa problematica, dipendentemente dal suo inquadramento all’interno di altri disturbi già classificati nel DSM IV.
La risposta è molto complessa. Considerando che in media solamente dopo circa 10 anni dall’insorgere di questo disturbo la persona decide di intraprendere un cammino di cura, le difficoltà sono principalmente determinate da:
un rinforzo dalla società consumistica in cui viviamo, la quale ha la tendenza ad incoraggiare il comportamento d’acquisto, spesso alimentando "falsi bisogni" che hanno gradualmente trasformato il "possesso del prodotto" in una vera e propria fonte di felicità, in uno strumento per costruire una identità sociale accettata e gradita. Si passa quindi con facilità dal consumismo alla consumopatia;
Per il punto precedente, il disturbo cammina silente per anni e non viene diagnosticato se non quando irrompe creando, come spesso accade, disagio psicologico-familiare (conflitti, separazioni) o disastrose conseguenze economiche;
A differenza delle classiche dipendenze (droga, alcool), in questo caso non è prevista l’assunzione di sostanze esterne. Questo aspetto è di fondamentale importanza ed evidenzia la mancanza del rischio oggettivo e concreto di mettere a repentaglio la propria vita (a parte logicamente quando insorgono problemi economici), inducendo nella stessa società una visione poco critica delle conseguenze che lo shopping compulsivo può generare nella vita delle persone;
il disturbo presenta diversi aspetti riconducibili ad altre patologie già chiaramente classificate, che vedremo fra breve. L’inquadramento in una di queste, comporta un modo specifico di curare la dipendenza da shopping.
Cosa contraddistingue la patologia:
La tendenza ad acquistare soprattutto oggetti inutili e non indispensabili. Spesso una volta comprato, l’oggetto diventa poco interessante e viene regalato, messo da parte o buttato
Carattere di ripetitività, ossessività, coazione a ripetere. Comporta disfunzionalità nelle aree della vita dell’individuo, soprattutto nelle relazioni (coniugali, familiari).
Il comprare in maniera compulsava ha un importante scopo: alleviare l’ansia, ritrovare una propria sicurezza, aumentare la stima di se stessi.
Il comportamento passato rappresenta la trappola più importante: i primi episodi di perdita di controllo degli acquisti, diventano un modello per un nuovo comportamento incontrollato, alimentando le stesse caratteristiche che li hanno generati, rinforzandoli ad ogni crisi ed è per questo che spesso, come accade anche nel gioco d’azzardo patologico e in altre forme di dipendenza da attività, risultano difficile da interrompere.
Se si sceglie sempre una tipologia oggettuale, è importante capirne la simbologia ed il suo valore: la scelta degli articoli da acquistare spesso risponde ad un bisogno, più o meno cosciente, di costruire dall’esterno la propria identità, attraverso la "proprietà" in generale o la "proprietà specifica" di alcuni oggetti, individualmente o socialmente considerati come l’espressione di qualche qualità positiva e vincente. A questo proposito, le donne (la dipendenza è maggiormente frequente in loro, in un rapporto con gli uomini di 10 a 1) sembrano maggiormente propense a comprare vestiti, oggetti e strumenti di bellezza; anche gli uomini acquistano prodotti legati alla cura del corpo, come capi di vestiario o attrezzature sportive complesse, ma sembrano ancora più propensi a cercare prestigio sociale, attraverso i suo simboli tipici: automobili o strumenti altamente tecnologici, quali computers e impianti audio-video.
I compratori compulsavi possono essere anche classificati come segue:
Collezionisti à si sceglie una specifica categoria oggettuale. Un esempio molto attuale è il collezionare scarpe.
Onnivori à comprano istintivamente e senza ritegno qualsiasi cosa, arrivando anche a dilapidare fortune
Maniaci dell’affare à si interessano in maniera ossessiva di saldi, 3x2, svendite.
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