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Tuesday, September 18, 2007 - ore 15:28
(categoria: " Riflessioni ")
SAPOR DACQUA NATìA "Che sapor d’acqua natìa rimanga ne’ cuori esuli a conforto"
di don Marco Pozza
da LAltopiano, sabato 22 settembre 2007
“Han bevuto profondamente ai fonti alpestri, che sapor d’acqua natìa rimanga ne’ cuori esuli a conforto, che lungo illuda la lor sete in via” (G. D’ANNUNZIO, L’Alcione). Forse uno dei versi di D’Annunzio che racchiuda nella poesia il segreto millenario e i profumi nascosti nella mia terra di montagna. E’ impensabile lasciarli morire!
“Sapor d’acqua natìa” vuole essere una rubrica giovane, una goccia d’acqua fresca nel pensiero moderno, una scintilla di provocazione per camminare e non infognarsi nella stanchezza. Nasce così, da un incontro in-formale (perché sui monti la formalità è quasi bestemmia) con Stefania Longhini, la mia collaborazione con il quindicinale L’Altopiano. Ci entro in punta di piedi, con una penna in mano e un pensiero da accendere. Ci entro da prete, seppur giovane e necessitante d’esperienza da maturare. Ci entro cosciente che quassù puoi essere anche prete… ma non puoi scrollarti di dosso l’odore del pastore. Tu rimani pastore. Perché il presente è piantato nel passato e il domani è sogno d’invenzioni riallacciate. A specchiarti nell’eternità sei nano. Ma le tue orme balbettano appassionanti storie di giganti. Per questo “siamo nani sulle spalle dei giganti” (J.P.SARTRE).
“Sapor d’acqua natìa”: una sorgente d’acqua lungo la salita!
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