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LaSaMy, 29 anni spritzina di Pesaro CHE FACCIO? Elargisco cucine Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO ![]() SOSTENGO ![]() HO VISTO STO ASCOLTANDO Il tintinnio del mio cervello ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... essere in viaggio STO STUDIANDO... la maniera migliore per fuggire... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) la mediocrità,innanzitutto. poi chi razionalizza i sentimenti.perchè è come sfregiare un'opera d'arte.o sputare davanti alle DuEtOrrI.le dUeToRRi dico. gli alibi. chi si nasconde dietro le distanze. chi scappa davanti agli arcobaleni e chi smette di rincorrere le farfalle o ha PaUrA di. chi non crede nei bambini sperduti e nella polvere di fata. odio i disillusi. i momenti in cui i mulini a vento mi sembrano insormontabili. 2) ..Quel senso di disagio e malessere che ti prende da un momento all'altro 3) Aver sempre paura di dare fastidio agli altri, pensare che ti sopportino in silenzio per compassione 4) Dover fare il clown per tirare su qualche fottuto euro ad una festa per bambini 10 minuti dopo che la tua ragazza ti ha lasciato senza ragioni 5) temere che passi troppo tempo prima della prossima meraviglia. 6) le sberle sul coppino 7) Svolti l'angolo in auto in tutta fretta in un senso unico e ti trovi davanti......Il Camion della Nettezza Urbana senza avere nessuna via di fuga!!!! MERAVIGLIE 1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase... 2) il mare al tramonto dal pontile 3) Guardare negli occhi la persona a cui si vuole più bene in assoluto, vederla andar via e sapere che potrà accadere qualsiasi cosa tra di voi ma lei sarà sempre lì nel cuore... 4) Sognare di giorno. Perchè coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a coloro che sognano soltanto di notte. 5) giro di boa...sole...e quell'attimo in cui agisci puramente d'istinto, e lo sai che la vita è una sola, e lo sai che se non la vivi a mille a che serve...a che serve... 6) il sesso |
Tuesday, September 18, 2007 - ore 19:34 ABORTO: LETTERA APERTA DI PAOLO POBBIATI, PRESIDENTE DI AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA, AL PRESIDENTE DELLA CEI, ANGELO BAGNASCO. “MAI DETTO CHE L’ABORTO E’ UN DIRITTO UMANO, DIFENDIAMO LE DONNE CHE HANNO SUBITO VIOLENZA SESSUALE. MAI RICEVUTI NE’ SOLLECITATI FINANZIAMENTI DALLA SANTA SEDE.” “Eminenza, ieri, in occasione dell’apertura dei lavori del Consiglio episcopale, Ella ha voluto commentare la politica adottata da Amnesty International, lo scorso mese di agosto, su alcuni specifici aspetti riguardanti l’aborto. A questo proposito mi permetto di fare alcune considerazioni. Nonostante le numerose precisazioni e smentite che siamo stati costretti a fare nell’ultimo mese (e che, peraltro, il quotidiano “Avvenire” ha rifiutato di pubblicare, in spregio al diritto di replica), Ella ha attribuito ad Amnesty International un’affermazione mai fatta: che l’aborto sia stato da noi considerato un diritto umano. Ieri, Ella ha voluto indicare Amnesty International tra i responsabili di una crisi morale del nostro paese, per il semplice fatto che la nostra associazione, dopo tre anni di ricerca e di missioni in paesi in cui la violenza sulle donne è tanto diffusa ed endemica quanto impunita, ha voluto prendere le difese delle migliaia e migliaia di donne che ogni anno subiscono stupri (sulle nostre strade, durante le guerre così come nei tanti Darfur che hanno luogo tra le mura domestiche) e delle migliaia e migliaia di donne che vanno in carcere o rischiano la pena di morte per aver cercato di interrompere una gravidanza a seguito di violenza sessuale o perché essa mette a rischio la loro vita o quella del nascituro. Donne derise e umiliate, cui viene negata giustizia, che vedono i loro stupratori girare impuniti, davanti al portone di casa o a un campo profughi. I resoconti delle nostre missioni in Darfur sono pieni di testimonianze di donne che ci raccontano che preferiscono uscire loro dalle tende, perché se lo fanno gli uomini verranno uccisi dalle squadre della morte sudanesi, mentre loro, le donne, verranno ‘solo’ stuprate. In situazioni di guerra, lo stupro è diventato una vera e propria arma di distruzione di massa. Nell’ex Jugoslavia, in Ruanda e in Darfur sono tantissime le donne che sono state violentate sistematicamente perché partorissero un ‘figlio del nemico’. Alla violenza devastante dello stupro, queste donne devono aggiungere quella che poi ricevono dalla comunità di origine, che spesso le considera impure o addirittura responsabili di ciò che hanno subito. Vengono isolate, allontanate, picchiate e talora uccise. In tali condizioni, quali argomenti si possono imporre a una donna che sceglie di non portare avanti una gravidanza frutto di violenza, magari subita da quegli stessi uomini che un attimo prima hanno massacrato, davanti ai suoi occhi, il marito e i figli? Quella che Le ho descritto è la realtà che molte missioni di ricerca di Amnesty International hanno conosciuto, nel corso della nostra campagna ‘Mai più violenza sulle donne’. Una realtà che ha portato due milioni di soci a scegliere di prendere una posizione. Amnesty International non auspica, non chiede che una donna violentata abortisca, ma se decide di farlo, vogliamo che non sia obbligata a rischiare la propria salute. Chiediamo, inoltre, che non finisca in prigione per aver preso quella decisione. Amnesty International ha deciso di profondere il massimo impegno per eliminare le condizioni che favoriscono la violenza sessuale nei confronti di centinaia di migliaia di donne ogni anno. Come abbiamo ribadito anche nel corso del nostro Consiglio internazionale, svoltosi ad agosto in Messico, Amnesty International lavorerà per contrastare tutti quei fattori che favoriscono gravidanze indesiderate o che contribuiscono a portare una donna a scegliere di abortire. Questo è il cuore della posizione di Amnesty International, che però non trova menzione nelle Sue parole di ieri né nelle precedenti dichiarazioni di altri autorevolissimi esponenti della Chiesa Cattolica. Infine, Le sarà probabilmente noto che Amnesty International non ha mai ricevuto, poiché a norma del suo Statuto non potrebbe mai sollecitarli né accettarli, finanziamenti dalla Santa Sede. La ‘sospensione’ di tali finanziamenti è tuttavia riportata oggi da alcuni organi di stampa, nel contesto delle critiche che Ella ha rivolto alla nostra associazione. Nel massimo rispetto per il Suo ruolo e per la Sua persona, Le chiedo la disponibilità a lavorare insieme ad Amnesty International perché si pongano in essere tutte le misure necessarie, legislative ma anche di educazione e informazione sulla salute sessuale e riproduttiva, affinché si riducano al massimo i rischi di gravidanze indesiderate e, di conseguenza, si riduca l’incidenza del ricorso all’aborto. Mi auguro, Eminenza, di ricevere una Sua cortese risposta. Con i miei più deferenti saluti” Paolo Pobbiati Presidente della Sezione Italiana di Amnesty International FINE DEL COMUNICATO Roma, 18 settembre 2007 ============================================= Riccardo Noury Direttore dell’Ufficio Comunicazione Amnesty International Sezione Italiana via G. B. De Rossi 10 - 00161 Roma 06 4490223 - 348 6976920 r.noury@amnesty.it - www.amnesty.it COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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