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Wednesday, September 19, 2007 - ore 15:25


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 7,31-35.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 7,31-35.

A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili? Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto! E’ venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio. E’ venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli».

Traduzione liturgica della Bibbia



Commento al Vangelo di :

San Basilio (circa 330-379), monaco e vescovo di Cesarea in Cappadocia, dottore della Chiesa
Regole diffuse, Prologo


Instancabilmente, Dio ci chiama alla conversione


A quale tempo rimandiamo l’obbedienza dovuta a Cristo, che ci ha chiamati al suo Regno celeste? Non ci decideremo a purificarci? Non richiameremo noi stessi dalla vita consueta all’esatta osservanza del Vangelo?... Noi diciamo, sì, di desiderare il regno dei cieli, ma non ci curiamo di una vita che renda possibile ottenerlo.

Anzi, senza accettare di sostenere alcuna fatica per adempiere il comando del Signore, nella stoltezza della nostra mente supponiamo di ottenere gli stessi onori di coloro che si sono opposti al peccato resistendo fino alla morte. Chi mai, quando arriva la stagione della mietitura, riesce a riempirsi il grembo di covoni se al tempo della seminagione se ne resta in casa seduto o a dormire? Chi mai può vendemmiare in una vigna che non sia stata da lui piantata e lavorata? A quelli che hanno faticato spettano i frutti; gli onori e le corone appartengono ai vincitori. Chi mai incorona l’atleta che non si è neppure splogliato per lottare contro l’avversario? E non bisogna solo vincere, ma anche gareggiare correttamente, secondo l’apostolo Paolo (2 Tes 2,5). Ciò vuol dire non trascurare neanche una cosa minima tra quelle che sono state comandate e compiere invece ogni cosa come ci è stato ordinato.

Buono, sì, è Dio, ma è anche giusto... “Il Signore ama misericordia e giudizio”. (Sal 32,5) “Misericordia e giudizio canterò a te, Signore” (Sal 100,1)... Vedi bene, dunque, come Dio fa uso della miseriordia con un giudizio differenziato: Egli non usa misericordia senza giudicare e non giudica senza misericordia: “Misericordioso è il Signore e giusto”. Non facciamoci, quindi, un’idea di Dio a metà, e non prendiamo il suo amore per l’uomo come pretesto per la nostra trascuratezza.


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