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Thursday, September 20, 2007 - ore 12:26
La tv si spacca sul ciclone-Grillo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mazza lo accusa, e Santoro lo invita
FABIO MARTINI
ROMA
Ad un certo punto, in pieno Tg2 delle 13, è apparso Mauro Mazza, che del telegiornale del centrodestra è il direttore, e ha iniziato a dire la sua: «Lo abbiamo sentito anche adesso, va avanti a colpi di insulti, di accuse pesantissime, di male parole. E’ il fenomeno Beppe Grillo, non a caso iniziato con un colossale “Vaffa”...».
Chi sta guardando, lo capisce subito: il direttore di un telegiornale di Stato che si prende la parola ed esprime pensieri così netti è evento raro, tanto più perché Mazza dispiega il suo assunto con parole forti: «Ma cosa accadrebbe se un giorno all’improvviso, un pazzo, uno squilibrato, ascoltate quelle accuse contro Tizio o Caio, all’improvviso, in un brutto mattino, premesse il grilletto?». Quell’editoriale così hard lo conferma: il fenomeno-Grillo non accenna a spegnersi, ma invece si dilata ogni giorno di più. Al punto che dopo l’intervento non specifico, ma attinente del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, ieri il suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi, ad Assisi per ritirare un premio, è intervenuto sulla questione: «Non voglio entrare nel merito, dico solo che la politica si deve fare soprattutto nell’alveo delle istituzioni».
Parole misurate, da ex Capo dello Stato, ma anche la conferma che il fenomeno oramai tiene banco in tutte le sedi pubbliche. E stasera, proprio sulla stessa rete del Tg2, potrebbe esserci l’ effetto-boom. Per la «prima» del suo «Annozero», Michele Santoro ha preparato lo scoop: pur senza annunciarlo pubblicamente, ha invitato alla trasmissione Beppe Grillo. Non si sa ancora se il comico-politico alla fine ci sarà o meno, ma è molto probabile che non rinunci alla straordinaria occasione per un ritorno in un’azienda che da molti anni lo ha messo al bando, dopo gli show degli Anni Ottanta sui «socialisti ladri».
E d’altra parte, oramai, ogni cosa che riguardi Grillo accende fuochi polemici. L’irrituale editoriale del direttore del Tg2 Mazza che evocava i «cattivi maestri» che nei decenni scorsi «additavano come nemico un commissario, un giornalista, un magistrato» ha spiazzato e rimescolato gli schieramenti politici. Si sono affrettati a solidarizzare con Mazza, personaggi come Fabrizio Cicchitto, o Maurizio Gasparri. Al coro del centrodestra si è unito anche Renzo Lusetti della Margherita, ma non il leader di An Gianfranco Fini, che ha criticato il vecchio amico Mazza: «Ho trovato eccessivi i toni del suo editoriale. Ora lo chiamo al telefono per dirglielo. Se si alza in modo esasperato il tono, poi non c’è più un limite. Francamente non credo che ci sia il rischio che qualcuno possa prendere le pistole».
Semmai è curioso che la sostanza dell’editoriale di Mazza riecheggi sulle colonne di un settimanale come «Famiglia Cristiana»: «Grillo? Un comico sopravvalutato e per giunta volgare», anche se nelle sue parole e nelle sue azioni «risuonano delle stesse invettive di un anno, il 1977». E Grillo? Silenzioso per tutto il giorno, è comparso in serata a Schio, e non è che fosse, diciamo così, intimidito: «Questi sono in preda al panico, stanno delirando. Addirittura questo Mazza ha fatto il segno con le dita tese come una pistola come se fossimo dei terroristi. Vorrei tranquillizzarlo, abbiamo fatto una cosa quasi per scherzo».
E ancora: «Mazza è stato travolto dalle mail. Ciò che ha detto ora gli si ritorcerà contro. Gli abbiamo rovesciato quel tubo di m... che ora gli si rovescerà nelle case. E siamo solo all’inizio». Il leader di Alleanza nazionale ha criticato Mazza? Non è bastato a salvarlo. Grillo: «Fini ha detto che avrebbe chiamato Mazza. Ma che c.... c’entra Fini con la tv pubblica? È perché ce l’ha messo lui». Infine, anche al Tg1 una risposta grillesca, la risposta di uno che non si sta esattamente spaventando: «Oggi ha aperto ricordando una mia serata andata male nel 1982, accusandomi di aver preteso 11 milioni di cachet. Che c... di calunnia è?».
ndr LA STAMPA
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