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Tuesday, September 25, 2007 - ore 14:56
ASS..ASS.....FIDANKEN!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stavano asfaltando la strada che passa davanti a casa mia e ho dimenticato il cancello aperto. Pochi sanno che il piccolo dosso irregolare che c’è ora vicino al tombino in realtà non è un dosso ma è il mio vecchio cane stecchito. E così mi son preso un cane nuovo.
Spesso si dice che certi animali sono più intelligenti di molte persone. Beh non in questo caso, il mio cane è stupido. Me l’ha dato un amico in cambio di una confezione da 12 di Moretti da 66, dicendo che non gli serviva più. E’ grande come un vaso da notte e il suo pelo è ispido come aghi di pino. Ha una zampa più corta delle altre e questo rende la sua camminata clamorosamente ridicola. Non abbaia, rutta.
Appena portato a casa, attirato dal profumo di cinghiale (tutte le domeniche mia nonna cucina il cinghiale) si è fracassato il cranio contro il forno. Il cinghiale si è pure risentito. Poi il cane (che d’ora in avanti chiamerò per comodità Rognone, dal momento che non ha un nome) ha cercato penosamente di sminuire la cosa fingendo di non essersi fatto nulla, nonostante lacrimasse dal dolore e avesse un bernoccolo grande come un pompelmo. Ma Rognone, troppo orgoglioso per ammettere di provare un dolore immane, ha mantenuto uno sguardo fiero e con estrema perizia ha tergiversato sulla manopola del forno facendomi credere di interessarsi alla corretta impostazione dei gradi di cottura del cinghiale. Il cinghiale ovviamente non ha gradito.
Un giorno decisi di insegnare a Rognone ad afferrare il fresbee al volo con la bocca e di riportarmelo. Credo di poter affermare con uno scarso margine di errore che sia stata una delle peggiori idee che io abbia mai avuto. Ho scoperto, anche se già avevo qualche sospetto a riguardo, che Rognone ha i riflessi di un bradipo colpito da un ictus. Se ne restava immobile a fissarmi con espressione bovina come se non vedesse il fresbee sfrecciargli accanto, o comunque, supponendo per assurdo che lo vedesse, come se non fosse affar suo. Un tale menefreghismo l’ho visto in vita mia soltanto durante le lezioni di storia e filosofia quando (bei tempi quelli) frequentavo ancora il liceo.
Non mi arresi. Arrendermi avrebbe significato darla vinta alla stupidità di quella bestia. Presi il fresbee e ci sfregai sopra una salsiccia. Lanciai il disco con un rapido movimento del braccio e una sapiente rotazione del polso indirizzando l’oggetto volante verso lo sciocco animale. Lo colpii alla tempia. Rognone non si spostò di un centimetro ma rimase lì, immobile, fiero, sanguinante, con gli occhi vitrei, e ruttò.
Mi arresi.
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