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Tuesday, April 20, 2004 - ore 19:31
MI CHIEDO
(categoria: " Riflessioni ")
(Stefano Benni)
Mi chiedo se non sarebbe corretto cambiare la definizione di «pacifisti» in
«la maggioranza dei cittadini italiani contrari alla guerra». Mi chiedo, se
è sensato e utile manifestare per la pace e penso, se il potere ogni volta
ha un attacco isterico, allora deve essere anche più sensato e utile di quanto speravamo.
Mi chiedo se dopo che è stato dimostrato che l'Iraq non possedeva armi di
sterminio, è più vile ritirarsi o è più vile accettare ogni menzogna e
veleno di questa guerra.
Mi chiedo, se l'occupazione doveva riportare la pace in Iraq, perché si
continua a morire più che in guerra. Se ciò è inevitabile, è frutto di
incompetenza militare o è in parte pianificato.
Se l'Onu vuole esistere o continuare a lamentarsi che non esiste.
Se quello che dice il Papa sono gaffes.
Mi chiedo perché c'è chi diventa pacifista solo quando sa che c'è la televisione a riprendere.
Mi chiedo se quelli che tirano sempre in ballo Hitler è perché temono un suo
ritorno o perché rimpiangono i suoi metodi.
Mi chiedo se c'è già un rapporto sulle armi di sterminio di Prodi.
Mi chiedo dove trova tutti questi soldi Al Qaeda se ogni conto era stato
bloccato, e come mai si fermano gli aerei per un passeggero sospetto e non
si riesce a intercettare un solo carico di armi.
Mi chiedo perché è più facile trovare una tonnellata di esplosivo che un
carciofo a buon prezzo.
Mi chiedo quanti strateghi televisivi giocherebbero entusiasticamente coi
soldatini e il plastico, se in studio ci fossero i parenti dei soldati.
Mi chiedo se quando andrò a votare, voterò per il nuovo parlamento o per un
rinnovo di consiglio aziendale.
Se dopo il voto resterò un cittadino sia nella maggioranza sia nella
minoranza.
Se un premier che ha mandato Previti a corrompere i giudici tra tre anni
deve ripresentarsi alle urne o al commissariato.
Se un premier che controlla il novanta per cento dell'informazione strilla
contro il restante dieci per cento, che bella opinione ha della verità delle
sue idee.
Mi chiedo se la sinistra istituzionale comincerà a chiamare le cose col suo
nome una settimana prima delle elezioni, oppure la settimana dopo, o mai.
Se non si parla più delle Pidue perché ormai è tutta al governo o perché non
è più di moda.
Mi chiedo, avendo quasi cento parlamentari la fedina penale sporca, se non
sarebbe meglio sostituire l'obsoleto termine di onorevole col moderno
termine di riciclabile. Il riciclabile Dell'Utri, parlando con il
riciclabile Pomicino....
Mi chiedo perché la sinistra non ha il coraggio di togliere dalla liste
persone che hanno la fedina penale sporca. Mi chiedo perché nessuno parla
delle tangenti di Tanzi.
Mi chiedo perché ogni giorno qualcuno mi dice che Sofri sta per uscire, e
Sofri è sempre dentro.
Mi chiedo perché i banchieri hanno problemi cardiaci al momento dell'arresto
e gli extracomunitari mai.
Mi chiedo perché dopo cinquant'anni di stragi senza un colpevole né sinistra
né destra vogliono aprire i dossier segreti. Se è perché ci ritengono poco
maturi o troppo maturi per giudicare.
Mi chiedo quando vado in banca se sto consegnando i miei risparmi a una
grande mamma premurosa o sto finanziando qualche bancarottiere.
Mi chiedo se di questi tempi ha senso parlare di cultura e rispondo sì,
perché questo governo ha una paura fottuta di ogni forma di intelligenza.
Mi chiedo se Goebbels avrebbe detto «quando sento la parola cultura metto
mano al telecomando».
Mi chiedo perché nessuno dice che la televisione sta perdendo ascolto e i
libri e le biblioteche resistono benissimo.
Mi chiedo perché siamo l'unica televisione in Europa che non ha una vera
trasmissione per i libri.
Mi chiedo: se Vespa è il primo piano, chissà che schifo è il pianterreno.
Mi chiedo se faranno prima il ponte di Messina o la bretella di Mestre.
Mi chiedo se i cortei per la pace sono più veloci o io sono diventato più
vecchio.
Mi chiedo quanto continueremo a definire anomalo un clima ormai normalmente
disastroso.
Mi chiedo se un documento di settecento grandi scienziati che prevede il
collasso della terra entro cinquant'anni è meno importante di un pieno di
benzina.
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