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Wednesday, September 26, 2007 - ore 13:53


UNA STORIA COME TANTE pag. 2
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quella ragazza aveva un certo qualcosa quel giorno che non si spiegava, le veniva da ridere e le veniva da piangere...forse sentiva il tempo. Prese la sua auto e si incamminò verso il lavoro dall’altra parte del mondo, attraversò strade allagate e subì gli insulti che il suo tergicristallo le rivolgeva, in difficoltà anche lui per andare avanti; vide auto tamponate e strade allagate, vide ragazzi andare all’università con infradito e maglione di lana, vide il fornaio portare il pane al bar dell’angolo, vide il semaforo diventare arancione...rosso...verde...arancione...rosso...verde...e lei era sempre là, con certosina pazienza, ridendo ad ogni cm guadagnato verso l’incrocio e piangendo ogni volta che un’auto si intrometteva prepotentemente tra lei e l’arrivo. Dopo 1 ora e mezza di accelleratore/frizione, il suo polpaccio gridava vendetta e la sua pazienza era andata in sciopero, ma il traguardo era vicino...era arrivata finalmente a destinazione, maledicendo le rotonde inutili e i papponi col macchinone sparato ai 20 Km/h, che bloccano il traffico e scatenano il colettivo istinto omicida...Scartoffie e telefonate, fatture e fax, e-mail e statistiche...tutto era ricominciato come ogni giorno, con l’inevitabile quotidianità ormai nota...abitudine che lei voleva cambiare, ma che in fondo trovava confortevole, perchè chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova...certo che lei si chiedeva sempre se era meglio la nota strada piena di buche che sapeva evitare a memoria, ma che non venivano mai risanate, o una nuova autostrada, appena asfaltata, ma piena forse di curve a cui non era preparata...e con fare da donna vissuta si disse "domani è un altro giorno, si vedrà!"...e qualcuno dal fondo le urlò "francamente me ne infischio!"

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