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Wednesday, September 26, 2007 - ore 16:58



(categoria: " Riflessioni ")


CON I PIEDI PER TERRA
"Parola tasse a parte. Parola di Sua Santità!"

di don Marco Pozza
da Il Padova, venerdì 28 settembre 2007, pag. 6

Adesso sono in tanti che tremano, forse perché si può nascondere e giustificare tutto – voli politico-sportivi-familiari di Mastella & company compresi – ma la vox populi torna a farsi sentire. Dica pure D’Alema che nella piazza non si costruisce la politica, confermi pure il sen. Ciampi che “la politica si deve fare soprattutto nelle istituzioni”, s’arrabbi il longevo di Ceppalonica definendo “codardo” il comico Grillo… Facciano pure! Sta di fatto che sulla denuncia rabbiosa, veemente, straripante del Beppe genovese sta salendo un’onda di malcontento generale, diffuso e preoccupante. Accusa e raccoglie consensi nella Padova del Nord-Est e nella Bologna di Prodi e Cofferati. A Schio e a Codropio. Al Nord e al Sud. Adesso cercano di calmare le acque, di ridimensionare il fenomeno, di non mostrarsi preoccupati. Eccede Mauro Mazza, direttore del Tg2, nel suo editoriale: “E se un pazzo premesse il grilletto?”. Addirittura il buon Fini, presidente del suo partito di riferimento, cerca di dimostrargli che ha esagerato.


Ma poco importa: in tv non lo volevano più, ora il Beppe nazionale compare in tutte le reti. Santoro ne dedica la prima puntata del suo Anno Zero. A Ballarò Floris parla del “parlamento di Grillo”. Certamente qualcosa di troppo esce da quel fiume in piena (l’Alzaihmer va oltre una prodi-berlusconi mania, ndr) ma un merito gli spetta: con le armi della democrazia del web ha raccolto, organizzato e mostrato il malessere di una società che non si sente più rappresentata da chi, costretta, ha votato. O, per lo meno, si sente presa in giro da un linguaggio “per addetti ai lavori” il cui alfabeto inizia a sembrare volutamente indecifrabile. Parola “tasse” a parte: “dan fastidio da quasi duemila anni” (Benedetto XVI).
Mastella cerca di attaccarlo nel suo blog (“Continua ad offendermi” – si sfoga come una bambino di fronte alla maestra), Gentiloni tenta di imitarlo in un blog autobiografico che fa sussultare di risa la piazza di Bologna, Berlusconi promette di aprirne uno pure lui. Ma allora hanno capito che il web nasconde una potenza inaudita: prima vittoria! Solo che Grillo puntualizza la condizione per sopravvivere nella rete: “In rete se fai un articolo e racconti delle balle, dopo 24 ore ti arrivano 2000 commenti e ti dicono che sei un cialtrone”.
Se correggi un pelo il tiro, Beppe…


MEMENTO VIVERE
"Dimostratemi che essere donna è una sfida che non annoia mai!"

di don Marco Pozza
da Il Vicenza, sabato 29 settembre 2007, pag. 6

Diventare la più bella d’Italia! Sembra strano. Ma attorno a questo sogno ogni anno s’aggomitolano migliaia di ragazze. Per scommessa o per convinzione, per stizza o per bontà…tantissime inseguono questo tesoro chiamato bellezza. Anche da Vicenza!
Pure quest’anno Miss Italia ha fatto goal (conduttori a parte!): la bellezza ha ammaliato gli italiani dalle Alpi all’Adriatico, da Ponente a Levante, da Settentrione a Mezzogiorno. Ha vinto una veronese: Silvia Battisti,18 anni di fascino, di passione, di sana giovinezza. Speriamo!


Le guardavo e mi son chiesto: “Cos’è bello?” Un ciliegio vestito di bianco, un capriolo che sbuca dal sentiero, il volo di un’aquila nel cielo, il nitrito di un cavallo d’estate, un tramonto sulla schiena dell’Ortigara, una messa di risurrezione. Bello? Il viso di una donna – di un uomo, un orologio Breil, le reliquie dei Maya sulla costa messicana. Bello? Un sogno, una storia, un ideale capace di coinvolgerti. Poi un gesto, una lettera, un sms. Un incontro, la stretta di mano, un abbraccio…
Di più! Bello è vederti allo specchio con le orecchie a punta ma sentirti capace di ascoltare, vederti con le mani gonfie ma saperti capace di modellare il ferro, scoprirti brutto ma contento di saper dipingere, conoscerti orso ma sentirti un agnellino. Bellezza è magnificenza. Incanto. Fascino. Avvenenza. Grazia. Bello è ciò che toglie il fiato, è provare l’ebbrezza d’essere davanti un capolavoro e sentire le vertigini, il respiro che manca, la povertà delle parole. E allora la bellezza diventa splendore. Splendido è essere prete, innamorarsi di Cristo, prendere in braccio una persona e farle provare la sensazione di essere dentro il Vangelo, di sentire i passi sul sentiero di Emmaus, il grido di Cristo a Betania, il sospiro di Maria a Pasqua. Splendido è essere mamma, papà, fratello!
Splendido è essere in pace con se stessi!
Splendido è sentirsi dire “Sei bellissimo” senza che ti vedano. Solo dalle parole!
Quanto pagherei che queste ragazze mi dimostrassero che essere donna è affascinante: una sfida che non annoia mai – come direbbe Oriana Fallaci -. A scuola t’insegnano che la bellezza non fa le rivoluzioni. Ma verrà un giorno in cui le rivoluzioni avranno bisogno della bellezza. Capisci perché aveva ragione Victor Hugo quando disse che “se Dio non avesse fatto la donna, non avrebbe fatto il fiore”?


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