
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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STO LEGGENDO


HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, April 21, 2004 - ore 13:13
post non esame
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per esorcizzare la cultura di cui mi ero nutrita e circondata nei giorni scorsi, ho deciso di darmi al disimpegno e al vuoto intellettuale. Senza offesa, senza nulla togliere al suo libro, ma Fabio Volo con Chomsky, Dante, Bembo, Cid e Roland ha veramente poco da spartire.. ma una lettura piacevole: l’ho finito in due giorni. Un po’ l’avevo letto lunedì aspettando la Cris dal nonno ros, poi me lo sono divorato al bar appena uscita dal fallimentare tentativo di sostenere l’esame e l’ho finito in treno, nel lungo viaggio verso casa. Ma non è andata liscia nemmeno li (come potevo anche solo illudermi di stare serena almeno in viaggio?). Sono un’isterica cronica lo ammetto, ma avrei voluto vedere chiunque nella mia situazione arrangiarsi per non esplodere. I vecchi divisori degli scompartimenti fumatori/non fumatori che tanto mi piacevano all’epoca della loro utilità, ora sono solo degli insostenibili aggeggi di tortura. Le porte, le loro porte di plastica leggera, plastica rio mare la spezzi con un grissino, con quel tremolio inquietante, angosciante, inaccettabile. Non si va avanti così, io volevo leggere, e per quanto semplice fosse la lettura di Fabio Volo, credo che se non il silenzio, almeno la tranquillità mi avrebbe aiutato a togliere la testa dall’esame. Invece no. Io, che in periodo esami mi innervosisco con la facilità con cui un panettiere sforna una rosetta, non sopporto i rumori molesti. E gli odori molesti sommatisi al cigolio della porta con i pranzi di alcuni cinesi col cestino del mac. Insopportabile. Risata isterica, non riuscivo a smettere di ridere. Non ce la facevo proprio. I signori distinti davanti a me mi guardavano compiaciuti. Credo fossero psicologi. Mi aspettano in studio da un giorno all’altro. Ho dovuto chiamare Doc, avevo bisogno di sfogare la tensione della porta di plastica che mi irritava. I due psicologi mi ascoltavano, mi hanno ascoltata per tutta la durata della telefonata con Maurizio, le mie imprecazioni, i miei appellativi per il mio amico, il racconto dettagliato della mia giornata d’esame.
Ma stavo parlando di Fabio Volo. Dicevo, libro carino, senza pretese, a tratti banale e superficiale, prevedibile, ma una lettura leggera e disimpegnata, che serve a scaricare la tensione. Battute ironiche, io che ridevo da sola in treno (quando riuscivo a leggere e non inveivo contro una porta di plastica) ma soprattutto ho sottolineato un sacco di cose: i libri vanno sottolineati. Ci sono della frasi che non si possono perdere, e se non le sottolinei non le ritroverai mai. Io sottolineo, e capisci quanto sono entrata nel libro da quante frasi ho sottolineato. Per dire Baricco non riconoscerebbe i suoi romanzi, ci metto addirittura le note a margine sometimes. Succede che sottolineo poco libri che adoro, ma perché sottolineare tutto non vale la pena. I libri sono belli quando ci entro dentro. E in quello di Fabio devo dire ci sono entrata a manetta. Dalle cose più piccole alle più grandi. Dal gelato al pistacchio che anch’io odiavo prima di assaggiarlo, alla convinzione ferma che il mio principe azzurro esista e che in questo momento si stia chiedendo dove mi sono nascosta. Poi altre piccole cose, incontri casuali e non, esperienze di vita, amicizia salda e inestimabile, figure di merda come se piovesse. E pensare tanto, tanto da scoppiare, tanto da farsi venire un’emicrania, tanto da chiedersi “perché sto pensando così tanto?”, e la ricerca della felicità, questo mio tatuaggio promemoria che adoro.
Una cosa sola: il protagonista smette di fumare..
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