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ADVISED PLACEs:
immagina..




HO VISTO
E so che puo’ sembrarti strano ma cerco le parole per spiegarti che effetto fa sapere che se la giornata non e’ stata bella posso contare sulla mia coccinella..
chi sente:"now you are free. And we’ll see again.
But not yet, not yet."
te:"forgive my lips. They find joy...
..in the most unusual places."
vita:"you know, I couldn’t have done nothing without you. Yo, Adrian, we did it.
We did it."
la fantasia:..they say when you meet the Love of your life time stops, and that’s true
l’occasione:..credo che se esista un qualsiasi Dio, non sarebbe in nessuno di noi, né in te né in me, ma solo in questo piccolo spazio nel mezzo. Se c’è una qualsiasi magia in questo mondo, deve essere nel tentativo di capire qualcuno condividendo qualcosa. Lo so, è quasi impossibile riuscirci, ma, che importa in fondo? La risposta deve essere nel tentativo..
la forza interiore:..mi rattrista non avere Kelly, ma sono grato che lei fosse con me su quell’isola..e adesso so cosa devo fare...devo continuare a respirare.. perchè domani il sole sorgerà, e chissà la marea cosa può portare..
the joy:..I miss you, Jenny. If there’s anything you need, I won’t be far away.
STO ASCOLTANDO
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
voglio un nuovo flik flak..

ho il mio nuovo flick flack..! in stile primaverile... con le ragazze in bikini in una spiaggia esotica..
ORA VORREI TANTO...
...

..dove la posso trovare...?
mi sa che faccio un salto in America..
"babbo nataleeee..??!" 
...e la mia francesina,
madame Cotillard!!
**************************
lui

STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
always..
however..
nothing gonna stop me now..
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) accontentarsi di sopravvivere
2) aspettare al semaforo..e quando diventa verde non riuscire a passare..
3) portarsi il cell anke in gabinetto
MERAVIGLIE
1) stare con lei dopo aver fatto l'amore
2) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
3) trovare soppressa e pan biscotto alla fine dell'allenamento
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Saturday, September 29, 2007 - ore 17:54
e.. cosi.. se ne va un altro pezzo dei miei ricordi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C’è stato un momento, una decina d’anni fa, in cui sembrava che un uomo potesse saltare in lungo 9 metri. Un volo che ancora sogniamo e che resterà il tassello mancante nella carriera di Ivan Pedroso che, sulla soglia dei 35 anni, ha deciso di dire addio all’atletica. Mike Powell è il recordman, Carl Lewis l’uomo dei quattro podi olimpici, ma il miglior lunghista degli anni Novanta è stato senza dubbio Ivan Pedroso.
A testimoniarlo ci sono i nove titoli mondiali (4 all’aperto e 5 indoor) vinti tra il 1993 e il 2001 e una regolarità impressionante che l’ha portato a superare gli 8.50 in otto stagioni. In un’atletica di “mostri”, Pedroso abbinava una tecnica perfetta, affinata lavorando con il suo coach di sempre, Milan Matos, a un fisico assolutamente normale (176 cm per 70 kg).
L’ultima esperienza olimpica, ad Atene, l’ha visto portare la bandiera cubana durante la cerimonia di apertura dei Giochi. E per chi conosce la storia a cinque cerchi dell’isola caraibica può capire quanto grande sia stato l’orgoglio per ricoprire un ruolo del genere. Ivan, in un’epoca in cui le defezioni sono state tante, è sempre stato additato come un modello. Quando Javier Sotomayor si ritira, tra infortuni e positività alla cocaina, Pedroso diventa il simbolo dell’atletica cubana.
La sua carriera resterà legata anche al suo 8.96 al Sestriere nel 1995. Sono passati 8 anni dal salto-fantasma di Evangelisti ai Mondiali di Roma, ma le cattive abitudini in Italia durano a lungo. Questa volta la misura è esatta, ma il record mondiale di Ivan (1 centimetro in più del primato di Powell, che dura tuttora) non viene mai omologato, perché un giudice si è posto davanti all’anemometro, falsando così la rilevazione del vento, che si presume superiore al consentito. La federazione cubana minaccia di non far gareggiare più in Italia i propri atleti, ma poi la situazione si ricompone e Pedroso resterà sempre molto legato al nostro Paese:
a Padova realizza per quattro volte la sua miglior misura stagionale (8.63 nel 1997, 8.60 nel 1999,
8.30 nel 2002 e 8.31 nel 2003) e in molti ancora ricordano le sue scorribande notturne su una Vespa presa a prestito.
[la gazzetta dello sport, 29/9/07]
...........................e io ero li, allo stadio euganeo, seduto su una comoda poltrona in tribuna e felice con la persona che in quel momento era la più importante della mia vita.. quel giorno di inizio settembre di 5 anni fa.
E per la prima volta sentivo parlare di questo atleta semisconosciuto alla massa... che, cosa particolarissima, sapeva raccogliere il nostro entusiasmo facendoci battere ritmicamente e via via sempre più velocemente le mani accompagnandolo lungo tutti i quei 15 secondi in cui alzava le mani al cielo e ci dava lo spunto per cominciare a batterle, prendeva la rincorsa, correva, saltava e atterrava nella sabbia tra quello che era diventato un applauso scrosciante da parte di tutto il pubblico che ora con il fiato sospeso attendeva di capire, attraverso il punteggio finale dell’arbitro, quanto avesse contibuito a dare una mano a quel talentuoso e simpatico personaggio.
“Ecco il mio segreto. È molto semplice, non si vede bene che col cuore: l’essenziale è invisibile agli occhi”, avevo letto tempo fa in un libro speciale.
È proprio vero.
Ciò che mi rendeva felice quel giorno allo stadio non erano le persone in pista davanti a me, desiderose di fare bella figura difronte all’insolito pubblico padovano.
Tutti quegli atleti, e lui in particolare, erano attori in scena in un grande teatro all’aperto. E recitavano qualcosa a cui tutti potevano assistere. Un momento speciale da condividere.
Ciò che era essenziale invece, era alla mia destra,
aggrappata al mio braccio.
Invisibile agli occhi. Fine assoluto di ogni mio gesto.
E, magia,
stava guardando me.
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