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Monday, October 01, 2007 - ore 02:21
Cambi di stagione
(categoria: " Pensieri ")
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Acceca un altro stronzo se ne hai il coraggioEffettivamente dello stronzo successivo non me n’è mai fregato un cazzo. Nemmeno nelle storie, non ho mai creduto a Cocciante per cui "povero diavolo, che pena mi fa!" non è mai stato nelle mie corde. Chi crederebbe ad un cespuglio di capelli nano che nasce in Vietnam, vive in Francia, caga camembert ed evade il fisco in Italia?
Ciò non toglie che lo shuffle passi un Colloquium Vitae. Il caso sbaglia traccia.
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Sorry sunshine it doesn’t exist, it wasn’t in the top 100 listOgni tanto c’è l’alba. Ed è bello addormentarcisi assieme, facendoci due chiacchere, fumandoci una sigaretta. E’un’alba diversa da quelle delle classifiche. Ne sta fuori per rimanere pura, nuova, diversa.
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Vorrei che invecchiassero gli specchi anzichè ioForse per ridere senza rughe di certi strani casi della vita. Per esempio, quando qualcuno ti viene a dire "oh, ho saputo.. ho letto.. ma una volta non eravate in buoni rapporti?"
Sono in grado di tendere un braccio a mezza altezza schiena e a fare in modo che una guancia "baci" un’altra. Sono stato in grado di parlare di Leibniz a un esame senza averlo mai sentito nominare prima, non sarò forse in grado di fare il simpatico anche quando la merda ’x’ che mi capita davanti non lo merita? Oh sì, cazzo. Perché ho cinque lettere nel nome, o quattro in questo nomignolo del menga che mi porto appresso. E valgono ben più della tua lettera che ti rende variabile nella mia vita, un solo nome diverso per chiamare lo stesso fetore. Entri, magari dalla bocca, ma esci solo dal culo.
E quindi esci tu con le tue minacce da piccola ras del quartiere fallita, perché non sai mentire neppure alla tua persona e si fida di te sempre meno malcapitata gente.
Esci tu, che non sai voler bene a nessuno, e si vede dai segni che porti addosso, e che meriti. Per tutta la merda che getti in faccia alle persone, per come parli male anche di chi ti ha messo al mondo, per la tua sostanziale inutilità all’ecosistema Terra, per la pochezza delle tue parole, per la noia che è salita dopo poche sole settimane nello starti accanto, mascherata da "bene" da semplice compassione, per il tuo essere un’opportunista del cazzo. E per il mio essere un po’più grande, intelligente e furbo da non darti più di quanto meriti: un cenno di mento. Quel cenno di mento che spesso, accompagnato da una rarissima espressione di superiorità, vuol dire proprio che non meriti nemmeno un saluto che implichi il movimento di troppi muscoli. Continua a scrivere monologhi deliranti di cui altri mi parlano. Perché sprecare un solo byte, per te, è una bestemmia.
Esci tu, un errore mio e solo mio. Perché non ho saputo capire i miei errori di valutazione. Come quando, per esempio, mi sono rovinato 6 giorni nel posto più bello del mondo a pensare a come non fare errori con te. E chiedermi perché ti comportassi come una perfetta stronza. Salvo poi scoprire che lo stronzo, in vacanza, sarei stato io. Rido. Ora.
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Più lo si invoca meno ce n’èDicotomie. Due coglioni che si abbracciano. La Nippona e IL Boaro di Treviso. Una vacca che ha distrutto un genio troppo impegnato a drogarsi e comporre per rendersi conto del cauterio di casa sua, un idiota razzista della peggior Lega. Si abbracciano mentre una dedica le sue opere a colui che l’altro definisce malati. Gianni e Pinotto erano più comici.
O due cretini, a cui cambiare la consonante solo per caso. Marco a parlare di vita di piazza mai fatta, Sante ad affrontare una battaglia almeno in parte condivisibile sul ring della volgarità mediatica per eccellenza.
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Abbiamo perso tanto tempo smarriti nella città?Non ho mai sentito così tanti pezzi italiani in una sequenza casuale. Non pensavo nemmeno che il caso, magari appena appena istruito, fosse così bravo a costruire puzzle di gioia.
Per certe cose esiste il Tom Tom. Per sorridere basta una sua scritta.
Aria.
Grazie ai vecchi bloc notes. Alle frasi sconnesse e incomprensibili memorizzate nei promemoria, nelle bozze del telefonino. Magari da sbronzo. Magari, ancora peggio, sotto forma di clip audio registrati sul fondo di uno stereo a palla. Grazie alla Moleskine. Grazie a Jim Walsh. Grazie ai promemoria della mia dashboard.
Grazie alla mia cattiva vecchia abitudine di iniziare la fase rem ad occhi aperti. Perché per dormire non c’è tempo, per stare svegli ce n’è troppo.
THE PAINTER AND THE ANTHROPOLOGIST - MY AWESOME MIXTAPE
please don’t go, please don’t go
please don’t go, please don’t go
remember the last week
we spent here in madrid
that night, that attic
that night, that party
where we first fell in love
where we first fell in love
please don’t go
please don’t go
we love the night of our first rendez-vous
we love night after night of our dejà-vous
what a conjuction of events
what a funny coincidence
studying the anthromorphism of life
drawing changing in season and in time
that was 4 years since we met the first time
our eyes still in front of each other
our eyes pearl of moonlight and ladder
our eyes rang ladder that reach the stars
we love the night of our first rendez-vous
we love night after night of our dejà-vous
let’s the baby fell asleep,
let’s the baby fell asleep
in this hot appartment
a 3 mt appartment
against the will of our parents,
against all the pragmatic previsions
against the will of our parents
that a sort of shakespearian love between
a painter and his anthropologist
a painter and his anthropologist
a painter and his anthropologist
a painter and his anthropologist
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