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spritzino di Campolongo Maggiore
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HO VISTO
male...purtroppo...ma ho visto...ormai mi mancano valanghe di diottrie
STO ASCOLTANDO
...e spero di riuscire a farlo sempre di più e meglio...segno di grande intelligenza
VINICIO CAPOSSELA,COLDPLAY,JOHNNY CASH, THE KILLERS,BOB DYLAN
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
No posso miga stare qua ogni giorno a dirte come che me vesto!!! metterò na web-cam sul pc cosi mi vedi sempre!
ORA VORREI TANTO...
Far tornare bambina mia madre e poterle dare la gioia e la spensieratezza che lei è riuscita a regalare a me con i suoi sacrifici e le sue sofferenze…
Regalarle le più belle tra le bambole…
Donarle i dolci golosi che tanto desiderava da bambina.
E tornare quel bambino capriccioso e mai contento, asciugarmi le lacrime, guardarla con un sorrisone,darle un mega bacione e dirle che è la mamma più brava del mondo!
STO STUDIANDO...
xè dura ricominciare ma lo farò in onore di Pappalardo! vero Ecce_?!
OGGI IL MIO UMORE E'...
come il solito...variabile...previste pioggie e temporali e temperature tropicali e sole splendente
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Tuesday, October 02, 2007 - ore 10:08
il "Grillismo" ... idee intelligenti fuori dal coro.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
di Eugenio Scalfari
"Movimenti dopinione di natura antipolitica, come quello di cui stiamo discutendo, e rompono dal seno della società e poi declinano rapidamente. La politica non è uninvenzione di qualche mente corrotta o malata, ma una categoria della vita associata. Il governo della "polis", cioè della città, cioè dello Stato. Lantipolitica pretende di abbattere la divisione tra governo e governati instaurando il governo assembleare. L"agorà". La piazza. Lequivalente del blog di Internet. Infatti la vera novità del "grillismo" è luso della Rete per scopi di appuntamento politico (o antipolitico).
Ma nella Rete si vede più che mai il carattere personalizzato dell"agorà"; di ogni "agorà". Da quella di Cola di Rienzo a quella di Masaniello, da quella di Savonarola a quella di Camillo Desmoulins. Il blog ha infatti unintestazione ed è lintestatario che indica la via, che formula gli slogan, che produce gli spot. E lui insomma il padrone di casa che guida e domina lassemblea.
In realtà il governo assembleare è sempre stato una tappa, lanticamera delle dittature. La storia ne fornisce una serie infinita di conferme senza eccezione alcuna. Proprio per questo quando vedo prender corpo un movimento del tipo del "grillismo" mi viene la pelle doca; ci vedo dietro lombra del "law & order" nei suoi aspetti più ripugnanti; ci vedo dietro la dittatura.
Non inganni lo slogan "né di destra né di sinistra". Si tratta infatti di uno slogan della peggiore destra, quella populista, demagogica, qualunquista che cerca un capo in grado di de-responsabilizzarla.
Il più vivo desiderio delle masse, cioè dellindividuo ridotto a folla e a massa, è di essere de-responsabilizzato. Vuole questo. Vuole pensare e prendersi cura della propria felicità delegando ad altri il compito di pensare e decidere per tutti. Delega in bianco, semmai con una scadenza. Ma le scadenze, si sa, sono scritte con inchiostri molto leggeri che si cancellano in breve tempo. Il potere, una volta conquistato, ha mille modi per perpetuarsi.
Lantipolitica è sempre servita a questo: piazza pulita per il futuro dittatore. Che non sarà certo uno come Grillo. Il dittatore quelli come Grillo li premiano e poi li mettono in galera. E sempre andata così.
* * *
Spero che molti abbiano letto il discorso pronunciato da David Grossman allapertura del Festival della letteratura a Berlino, che Repubblica ha pubblicato nel numero di mercoledì 5 settembre. E un testo di grande significato e di grande stile e mi permetto di raccomandarne la lettura ed anche la rilettura perché merita desser meditato e possibilmente trasformato in propria sostanza.
Mi spiace rimescolare lalta prosa di Grossman a questioni tanto più mediocri e volgari come il raduno dei sostenitori di "Vaffa". Ma quel pensiero e il testo che lo contiene toccano tra le tante altre cose anche il tema della riduzione dellindividuo a massa, lo schiacciamento dellindividuo, il suo divenire succube di slogan inventati per imporli a lui che inconsapevolmente li adotta e se ne compiace.
Quel tema è laspetto drammatico della civiltà di massa, della società di massa e dei "mass media" che ne diffondono limmagine sovrapponendola allimmagine individuale. Un aspetto al quale è difficilissimo sottrarsi perché ci invade e ci pervade quasi in ogni istante della nostra esistenza. La modernità porta con sé questo virus micidiale: la riduzione dellindividuo a massa, materiale malleabile e plasmabile, materia per mani forti e dure. La massa riporta gli adulti allinfanzia e alla sua plasmabilità. Alla sua manipolazione. Questo - in mezzo a molte virtù innovative - è il delitto della modernità, il virus dal quale bisogna guardarsi e contro il quale bisogna mobilitare tutti gli anticorpi di cui disponiamo.
Ma ascoltiamo Grossman.
"Ci fa comodo, quando si parla di responsabilità personale, far parte duna massa indistinta, priva di volto, didentità e allapparenza libera da oneri e colpe. Probabilmente è questa la grande domanda che luomo moderno deve porsi: in quale situazione, in quale momento io divento massa?"
"Ci sono definizioni diverse per il processo con il quale un individuo si confonde nella massa o accetta di consegnarle parti di sé. Io ho limpressione che ci trasformiamo in massa nel momento in cui rinunciamo a pensare, a elaborare le cose secondo un nostro lessico e accettiamo automaticamente e senza critiche espressioni terminologiche e un linguaggio dettatoci da altri".
"I valori e gli orizzonti del nostro mondo e il linguaggio che lo domina sono dettati in gran parte da ciò che noi chiamiamo "mass media". Ma siamo davvero consapevoli del significato di questa espressione? Ci rendiamo conto che gran parte di essi trasformano i loro utenti in massa? E lo fanno con prepotenza e cinismo, utilizzando un linguaggio povero e volgare, trasformando problemi politici e morali complessi con semplicismo e falsa virtù, creando intorno a noi unatmosfera di prostituzione spirituale ed emotiva che ci irretisce rendendo "kitsch" tutto ciò che tocchiamo: le guerre, la morte, lamore, lintimità. In molti modi, palesi o nascosti, liberano lindividuo da ciò di cui lui è ansioso di liberarsi: la responsabilità verso gli altri per le conseguenze delle sue azioni ed omissioni. E questo il messaggio dei "mass media": un ricambio rapido, tanto che talvolta sembra che non siano le informazioni ad essere significative ma il ritmo con cui si susseguono, la cadenza nevrotica, avida, commerciale, seduttrice che creano. Secondo lo spirito del tempo il messaggio è lo "zapping" ".
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