Ho fatto il cambio dell’armadio: se avessi potuto, avrei eliminato ¾ della roba che c’era dentro! Vista però la fissa di nonna di non buttare nulla, non si può mai far posto al nuovo e come sempre ho dovuto fare i conti con il poco spazio e con un decennio di abiti ormai inutili e inutilizzati! Questa è
una delle tipiche situazioni che mi rendono nervosa ed intrattabile! Alla fine di una dura e serrata lotta ho vinto io e, a meno che non crolli mezzo guardaroba a causa del peso eccessivo, dovrei stare tranquilla per un po’ (non ho ancora messo in uso i vari maglioni e maglie di lana: fra un mese seconda trance dell’alternanza stagionale).
Oggi comunque
non sono di buonumore: mi sono proverbialmente
svegliata male e quindi è meglio
prendermi con le pinze, perché potrei mordere! Se poi penso alle 2 ore di greco e all’ora di latino che mi aspettano oggi pomeriggio il mio umore non migliora per nulla: è meglio per i miei allievi se arrivano tonici, ricettivi e preparati!
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Nonostante l’umore nero, mi sono così trovata a pensare all’
alternanza... al susseguirsi delle
stagioni (mi piace passare dal caldo al freddo e viceversa), ai
cambiamenti che avvengono in me e negli altri (chi rimane sempre allo stesso punto, immutato ed immutabile, si fossilizza) e a come la
mutevolezza sia una mia caratteristica peculiare e distintiva...
...dico sempre di avere un
bruttissimo carattere, ma spesso e volentieri non mi si crede, perché di me, quando sono con altre persone, tendo a mostrare il
lato socievole ed educato (quando mi gira male, me ne sto per i fatti miei così da non vessare nessuno)... a volte mi sento come
dr. Jekyll e mr. Hyde: da sempre spero che in me non prenda il sopravvento la parte negativa, come nel romanzo di Stevenson...
Pensavo che se ognuno di questi avesse potuto essere confinato in un’entità separata, allora la vita stessa avrebbe potuto sgravarsi di tutto ciò che è insopportabile: l’ingiusto avrebbe potuto seguire la propria strada di nequizie, svincolato dalle aspirazioni e dalle pastoie del virtuoso gemello; al giusto sarebbe stato dato altresì di procedere spedito e sicuro nel suo nobile intento, compiendo quelle buone azioni che lo avessero gratificato, senza essere più esposto alla gogna e al vituperio di un sordido compagno a lui estraneo. Era una maledizione del genere umano che questo eteroclito guazzabuglio dovesse così tenacemente tenersi avviluppato... che fin nel grembo tormentoso della coscienza questi gemelli antitetici dovessero essere in perenne tenzone. Come fare, allora, a separarli? [R. L. Stevenson,
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde]