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Wednesday, October 03, 2007 - ore 07:43



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono nuovamente seduto sul tetto a fumare, sento il labbro gonfiarsi ma ora il cuore è leggero. la maglia è piena di sangue, più si asciuga e più prende un colore marrone, vedi alla fine anche lui finisce per non assomigliare a se stesso. i soldi del primo libro stanno ormai finendo, la casa editrice continua a pressarmi per l’uscita del nuovo romanzo, non so più cosa inventare. il problema è che sono fottuto.
Fottuto.
mi continua a chiamare anche l’assistente sociale, quello che la gente trova estremamente poetico nella mia vita non è esattamente tutto legale. ed io mi sento sempre più schiavo di me stesso. schiavo del mio personaggio di giovane scrittore al limite. e poi limite di che? perchè non ho l’assicurazione privata? perchè non ho un lavoro che potrebbe definirsi normale? o perchè mi piace sputtanare tutta la gente perbene, quella dei salotti buoni, la gente razzista che poi la domenica va in chiesa. e purtroppo so esattamente che è proprio quella gente il "mio" pubblico, gente che legge i miei racconti e dice di ritrovarsi e poi punta la sveglia per andare al lavoro.
un lavoro che odiano, gli regalano l’elemento più importante che abbiamo, il tempo, per potersi permettere di comprare cose inutili che alla fine finiscono loro per possederti. ma abbiamo realmente una scelta? no cazzo. è tutto chiuso tra A e B, non esiste un alternativa. e allora ecco, alcuni mi leggono per fuggire dalla realtà di merda per almeno un oretta ma l’importante è essere sotto una calda coperta di certezze materiali.

Ma io sono ancora sul tetto del mio palazzo, la temperatura è mite c’è un leggero vento che disegna il mio labbro che ha preso la forma di un pallone. la sigaretta si consuma e la mano scorre veloce sul foglio, scrivere per me è come vomitare, fa schifo ma a volte è necessario. uno scrittore famoso alla presentazione del mio libro mi disse che mi dovrei sentire importante per quello che sono. ma a me le parole schizzano fuori e quando le rileggo mi accorgo solo di essere un mezzo, niente di più di un mezzo. vedi anche le parole alla fine mi usano. ognuno è schiavo o servo di qualcosa. si parla tanto di politica di economia ma la gente ha dimenticato la comprensione , l’arte la cultura sono elementi futili non indispensabili ed è per questo che mi sento cosi solo. e più la gente dice di capirmi più mi allontano.

Ridere ridere ridere ancora ora la guerra paura non fa...

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