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Thursday, October 04, 2007 - ore 13:40
Nonnismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La mia saga familiare si basa su detti popolari. Stamattina è stata mia nonna a darmi una lezione di vita e meteo.
"Se piove ae nove o sciara o piove"Me l’ha detto mentre mi guardava partire per andare in villa a correre, non ci ho voluto credere. Il cielo era grigio (ovvero
musso) e l’aria umida, ma non pioveva. La nonna, che ne sa a pacchi, ha guardato fuori dalla finesta, ha interpretato la sè stessa esperta in saggezza del countryside, e ha proclamato che il tempo che c’è alle 9 di mattina persiste per tutto il giorno.
Sono tornata dalla villa e ha iniziato a piovere, poi ha smesso, poi altre due gocce, ma due davvero, poi basta. Tempo del cazzo, tempo grigio.

Sarà un giorno
musso, ci dobbiamo rassegnare.
ANEDDOTO SIMPATICOSpero non seguiate antenna3, perché una delle prossime domeniche potreste incappare nel mio naso dietro lo schermo. Sono costretta a darvi questo annuncio, questa infausta notizia mediatica. Eh si, sono stata intervistata per uno di quei programmi intelligenti, non so quale di preciso, ma resta il fatto che io una domenica sarò su antenna3. Spero vivamente che quella domenica riusciate a trovarvi di meglio da fare in giro per il mondo, non mi piacerebbe sapervi davanti alla tv mentre la mia voce da Zecchino d’Oro irrompe dopo la pubblicità. Se volete sapere come è successo ve lo spiego, così vi preparate all’evento del secolo, ovvero la mia presenza in un programma televisivo. Ma vi avviso prima anche e soprattutto per darvi la possibilità di evitarlo, quindi poi non date la colpa a me.
Ieri sera avevo appuntamento con un amico che doveva farmi una proposta di lavoro (lasciamo stare, una di quelle trovate per inculare la gente, e pensare che era un amico…).
Scelgo io il posto, la mia osteria preferita, un posticino isolato e tranquillo, vino buono e patate al forno, lontani dal rumore, dai passanti, dai bambini che gridano in piazza. Ci accomodiamo fuori, sereni. Chiacchieriamo per qualche minuto. Quatta quatta dal fondo della sala arriva una ragazza neanche tanto carina, vestita approssimativamente e precariamente che, presentandosi come una giornalista di antenna3, vuole farci una sola semplice domanda per un programma domenicale:
qual è la differenza tra fascino e fascinazione? Scusate la volgarità, ma che domanda del cazzo. Immediatamente ci rifiutiamo di rispondere, adducendo futili scuse ma con ferma convinzione, e la ragazza se ne va, delusa. Continuiamo a bere e mangiucchiare. Ma poi che fa, sta tizia, a tradimento? Torna con il barista, uno dei miei baristi preferiti, di uno dei miei locali preferiti, dove si mangiano le patate al forno migliori del mondo, il quale a doppio tradimento con il microfono in mano, seguito dalla telecamera accesa, ci introduce dicendo che siamo timidi e non volevamo rispondere. Imbarazzo. Mi copro il volto con la sciarpa, il mio amico si volta verso un vicolo cieco a sospirare nel buio. Ma la giornalista non desiste. Prende possesso del microfono e, dopo averci scrutati a fondo, con sguardo indagatore, chiede:
siete fidanzati? Ecco, lo sapevo. Doveva succedere prima o poi.
I genitori di Maury non guardano antenna3, ma io lo sento, quel giorno facendo zapping mi vedranno, seduta al tavolo di un’osteria isolata e sconosciuta, lontana da occhi indiscreti, che brindo a spritz e mi alcolizzo con un biondino che fuma sigarette, mentre il mio ragazzo è in America da solo a lavorare sodo per costruire un futuro per noi due. Il panico. Il mio amico risponde di no ridendo, io rispondo “no, siamo amici”, in stato di percepibile agitazione, e lei si esprime in un risolino complice, tipo vi ho sgamati, segreti amanti della notte. La morte cerebrale. Lì credevo veramente di morire.
Ormai siamo in ballo, la telecamera ci punta, la ragazza ci indica maleficamente, il barista scompare. Rispondiamo controvoglia alla prima domanda, cioè cos’è per noi il fascino.
Io non ricordo nemmeno cosa le ho detto, ma ricordo perfettamente cos’ha detto lui, che invece si è lanciato in una patetica ripresa della dicotomia belli dentro belli fuori. La giornalista non è soddisfatta. Chiede a lui cosa lo affascina di una donna, e lui avanti con una nuova filippica sull’estetica, sul carisma, sulla bellezza ma la bellezza interiore, eh… Poi chiede a me cosa mi affascina in un uomo: il suo modo di parlare, la voce, dico. Forse non le è piaciuta la mia risposta, perché repentinamente ha spostato la conversazione sul bel biondino che mi stava acanto, e ha parlato solo con lui. La mia risposta non era soddisfacente, poco piccante, per niente attraente. Io intanto sprofondavo sulla mia sedia impagliata, imbarazzo completo. E ci è andata ancora bene, perché al barista ha fatto una domanda differente: che differenza c’è fra sesso ed erotismo? Ecco, con quella ero veramente segnata a vita, mi è andata ancora bene. Ha detto che andremo in onda, ma non sa precisamente quando. Boh.
L’unica persona che vorrei mi vedesse è mia nonna, ha sempre detto che in tv vengo benissimo.
Agli atri staccherò antenne e cavi della corrente. Solo di domenica, eh. Ogni domenica, ma solo di domenica.
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