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jijotdl, 30 anni
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STO LEGGENDO



HO VISTO

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire.




STO ASCOLTANDO

I silenzi che ho trovato,

Il respiro calmo di chi mi sta serenamente vicino...


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Pantacollant e infradito

ORA VORREI TANTO...

Ho già quello che vorrei tanto,
anzi no,
questo:



STO STUDIANDO...

come sopravvivere per almeno i prossimi 25 anni...

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) sentirsi dire, a freddo, da un Amica:
Per fortuna non ne esistono molti come te...
perchè altrimenti non ti si potrebbe apprezzare.

e commuoversi
2) Anche oggi aver aperto gli occhi per svegliarmi in questa giungla e con un gran sorriso aver dato inizio ad una nuova guerra ,
perchè quando il gioco si fa duro, i duri sorridono.....

3) fare l'amore con una persona speciale e sentire i brividi...poi avere la sua testa sulla tua pancia e accarezzargli i capelli!
4) ..quelle notti che sembrano non finire mai in compagnia dei due amici che contano di più, in cui la stanchezza non si fa sentire e allora per fermarti "qualcuno" si è inventato l'alba...
5) Perdere a DAMA ETILICA (vodke al posto delle pedine!)
6) La carbonara!





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lunedì 8 ottobre 2007 - ore 08:43


Fare O col bicer, ma con estrema lentezza...
(categoria: " Pensieri ")


...
Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m’alzerò

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò



Voglio emozioni che mi restino, che mi solchino il cervello lasciandomi belle cicatrici sul cuore, non voglio qualcosa che sparisca alla prima doccia...


ed eccole,
fluire come un fiume in piena,
che scava e scavalca impetuoso gli argini.

Siamo alla fase iniziale,
Solo all’inizio,
lentamente mi scivolano addosso,
e, lentamente, mi lascio scivolare addosso,
avvolgere, coccolare, trasportare, cullare.


Vivo come la gialla foglia d’autunno in bilico sull’orlo del dolce oblio della follia, cullato dal vento attendevo il momento del distacco verso il baratro...
aspettavo il dolce planare verso terra,
lo scivolare tra emozioni pronte a sfiorarmi,
senza mai investirmi


Mi accorgo che non ne ho bisogno,
Necessito di artigli che incidano le carni,
ne solchino i tessuti per entrarmi nelle vene,

ho bisogno di bere dal calice dell’oblio,
perdermi tra le sue braccia e farmi cullare,

ho bisogno di essere scopato nell’anima da questa vita,
ho bisogno di orgasmi forti che mi lascino stremato,
col groppo in gola, il cuore impazzito e la voce in un sussurro tremante,

ho bisogno di sensazioni forti che mi entrino dentro,
fluendomi nelle vene a spaccare cuore e cervello,
una dolce esplosione che mi lasci stremato e felice,

ho bisogno del vento del nord che porti via i nuvoloni del mio cielo,
ho bisogno del fischio del vento che, assordante, mi scompigli dall’apatia dei grandi numeri seriali e dell’inutilità di sensazioni blande inappaganti,
ho bisogno del silenzio del vento a scoprire, a sentire i silenzi che ho dentro.

Ne ho bisogno,
ho cominciato ieri,
ho continuato stanotte...

ne ho bisogno, si, ma a piccole gocce, a piccole dosi
per non essere travolto, ancora una volta, soprafatto.

A piccole gocce, per goderne e assaporarne meglio i risvolti positivi.

A piccole dosi, perchè l’unica cosa che ho capito è che sono lento,
e, con lentezza, devo muovermi per scegliere la giusta direzione nella tempesta.

Una tempesta perfetta,
una tempesta dove sento scorrermi dentro l’arrivo dell’onda da cavalcare per arrivare in un porto sicuro, una nuova meta nella vita,

un nuovo punto di partenza da cui spostare l’eterna linea d’ombra che mi porta a crescere e a vivere,
l’eterno dubbio, l’eterno dilemma, l’eterno crescere,
l’eterna linea che scrive la magia della vita, della MIA VITA.



La linea d’ombra la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa è la mia età a mezz’aria in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos’è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c’è da fare e cullati dall’onda notturna sognare la mamma... il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c’ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell’essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la mia natura? La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l’astrologia che mi racconta il cielo galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d’ombra non me la fa incontrare. Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos’è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò levate l’ancora...

si, dirò
Buongiornomondo diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione.


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