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so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



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Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



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Wednesday, October 10, 2007 - ore 09:00


Favolismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ha ragione Italo, Italo ha sempre ragione. Le fiabe esistono.
Ci sono i buoni, ci sono i cattivi, sta tutto lì. Le fiabe esistono, le fiabe sono nate perché esistono. Sono reali, e non si può negare. E’ chi non crede alle fiabe che non ha i piedi per terra.
I racconti popolari si tramandano verbalmente, si aggiunge, si toglie, si adatta alla propria situazione. Per insegnare ai bambini, per spaventare i bambini. Per mostrare alle bambine come si comportano le spose perfette, per mostrare ai bambini che sono i cavalieri che alla fine diventano principi. Utopia, regole morali magari sorpassate, ma buon costume, rispetto, onestà. Si parte sempre dalla realtà, da fatti accaduti, magari straordinari e quasi irreali, ma terreni. Le basi per ogni fiaba.



Nelle fiabe ci sono i buoni e i cattivi. I buoni di solito sono anche belli, i cattivi sono spesso bellissimi. Non è vero che ci sono solo mostri e streghe, ve la ricordate quella di Biancaneve? Era la seconda più bella del mondo, era bellissima, anche se cattiva. Si è trasformata in brutta per compiere l’azione cattiva, e dare la mela a Biancaneve, perché deve essere brutta una persona che fa del male. Ma non sempre. I buoni e i cattivi sono belli entrambi, a modo loro, hanno case grandi o piccole, capelli lunghi o corti, tanti amici o pochi. Sono forti entrambi, chi prima e chi poi.
La differenza tra i buoni e i cattivi è una sola: i buoni alla fine vincono, i cattivi alla fine perdono. Le fiabe dicono questo, e io ci credo, perché è vero e perché deve essere vero. Me l’hanno detto fin da quando ero piccina, comportati bene, sii buona e generosa, e alla fine i tuoi sogni si avvereranno. Alla fine andrà tutto bene, alla fine sarai felice.
Io sto vivendo una vita da buona, per ora. Sono i buoni che fanno le vite più difficili. La sfortuna è così tanta che deve assolutamente essere una vita da buona, assolutamente. Ci sono le prove da superare, gli ostacoli da combattere, ci sono i cattivi che cercano di metterti fuori gioco. Sortilegi, incantesimi, pozioni. Ci sono orchi e maghi malvagi, ci sono lupi e orsi nei boschi.
Ma ci sono anche gli aiutanti, ci sono le fate buone, ci sono gli gnomi delle foreste. Se non ci fossero loro i buoni non ci arriverebbero mai alla sfida decisiva col drago. Che magari poi prende altre forme, ma sotto sotto sempre drago è.
Sto vivendo una vita da buona, con tutte le varianti delle favole. Va tutto male, la sfortuna, il destino. Va tutto male, come ai buoni, che si trovano sempre nei guai e ne devono venire fuori.
Se sono davvero una buona si vedrà alla fine. Se realizzerò quei notturni sogni di bimba, quando la mamma sedeva accanto al mio letto e mi raccontava di Cenerentola, con quelle scarpe di cristallo che nessuno può capire quanto ho desiderato.
Io ci credo, perché è vero e deve essere vero. Perché se sto vivendo una vita da buona devo sperare nel pirotecnico finale con effetti speciali, quando finalmente tutto sarà come deve essere.
Aspetto il finale da buona. Quando arriva il principe a portarmi via dal castello. Mi fa salire sul suo cavallo bianco e mi dice: vieni via con me, non sarai mai più triste.



Le favole esistono, e chi non ci crede cavoli suoi. O per lo meno, non commenti qui sotto. Ho un terribile bisogno di crederci, e di pensare che se le favole esistono, un giorno, sarò felice anch’io.


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