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Thursday, October 11, 2007 - ore 23:40



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bruciare completamente
La vita
La gabbia
I dolori

Sono nessuno
All’ordine del giorno
Tutto è sciocco
Nascerò il giorno della mia morte.

Questa giornata che dapprima
sembrava spenta ora m’avvolge
in un rilassamento spirituale che soccombe
a quella rabbia che da sempre mi porto dentro
e m’abbandono alla malinconia
che piano piano scende sull’anima
come pioggerellina che inzuppa.

Vivo ed intenso turbamento s’avventa
sul mio fragile equilibrio e sfilano davanti
brani, ricordi, spezzoni portati su ali di libellule,
l’ansia s’accumula come frana che sta per cadere.

Serve a qualcosa recuperare ostinatamente
quelle gioie ormai svanite e dissolte
come nebbia al sole e quell’ossessivo pensiero
che sbatte e ribatte sulla corteccia del cervello
come goccia che scava la dura pietra.

Affogo nel silenzio dove lettere, sillabe diventano
sofferenza, chi può ormai raddrizzare la falce
di sorella Morte e fermare la caduta dei granelli
di sabbia dentro alla clessidra troppe volte
girata e rigirata.

Non te ne andare disperato e folle Amore
anche se sei nell’altra dimensione,
filo d’aquilone ormai spezzato per sempre,
basta così poco,
lo sai anche tu quanto mi costa tenerti in Vita,
il macerarsi della materia,
la flagellazione
il cruento sacrificio da immolare sull’ara
degli dei mai sazi di carne umana,
l’attesa che non verrà mai colmata,
rumori che prendono coscienza,
grida roche di ciechi pipistrelli che passano radenti
a colpire a caso,
la nudità della nottata,
danze di salici piangenti senza più lacrime.

il buio da penetrare e galleggiare senza
la tua presenza,
allungo la mano ma è soltanto il vento
che si lamenta.

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