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Friday, October 12, 2007 - ore 19:50
la mia terra... NON SI TOCCA!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dalle Alpi alle Ande
da via dee gramogne a via cagnoea
un solo grido!
NO PASARAN!
NO ALLA CAMIONABILE PADOVA-MARGHERA
Comitato Idrovia Viva
No Camionabile

STORIA...
C’era una volta l’idrovia Padova-Venezia. Negli anni 50-60 le camere di Commercio di Padova e Venezia promossero il progetto per la costruzione di una idrovia utile al traffico commerciale fra l’entroterra ed il porto di Venezia.
Evidentemente c’era allora maggiore sensibilità di adesso nei confronti dell’ambiente.
La realizzazione dell’opera prende avvio nel 1968 e si trascina per una decina di anni o poco più con la costruzione dei ponti, delle chiuse di Vigonovo e in prossimità della Romea, lo scavo dello sbocco in laguna e di tratti di alveo.
Dopo lo scioglimento del Consorzio Idrovia ed il passaggio totale della competenza dell’opera al dipartimento lavori pubblici della Regione Veneto, ulteriori opere come le banchine dell’interporto di Padova, a spizzichi e bocconi, vengono poi finanziate sino al 1992
A partire da quella data nulla più accade L’insieme delle opere (fonte legambiente) calcolate ed attualizzate nel 2000 ammonta a 200 Miliardi di vecchie Lire.
UNA SERIE DI CURIOSITA’....
- I ponti già realizzati, sono sufficientemente alti per permettere il passaggio di mezzi pesanti a velocità sostenuta?
Ci saranno almeno 5 metri tra l’intradosso della campata e il sedime della camionabile?
- Dato che l’idrovia verrà aperta prima o poi e dovendo per altro verso rispondere a norme di carattere europeo dovrà essere di classe V adeguandosi allo stand europeo e, dunque, consentire il passaggio di chiatte della larghezza di 11,5 metri. Considerato che la campata centrale degli attuali ponti è di circa 35 metri è poco credibile che al di sotto di questa possa scorrere congiuntamente anche una camionabile di almeno 9-10 metri di larghezza
E’ probabile che, a meno di veder costruito il classico obbrobrio all’italiana i ponti sull’idrovia dovranno essere rifatti. Un costo aggiuntivo per il quale i 300-350 milioni euro previsti per il GRA non sembrano proprio essere sufficienti.
Grande raccordo anulare... va in figa de to mare!
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