1) Sicapunk con la maglietta di Neffa! 2) Sicapunk che ascolta i POOH
MERAVIGLIE
1) il gin lemon 2) atmosfera ovattata post-balla 3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato... 4) gli stranimali 5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam 6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig) 7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere? 8) lo stroh-rum di momo!!!!
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Sunday, October 14, 2007 - ore 12:16
E non ti posso dire cosa sto ascoltando
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Due giorni di live. Due giorni di concerti ’chiamati’, richiesti, voluti, e non capitati tra una porta di un locale e un’altra.
Un Teatro Degli Orrori al New Age. 12 ottobre, quarto concerto per me, a mettere dischi c’è il buon Lele e non un Momo a caso. Come il 12 maggio. Cinque mesi. Cinque mesi di sconvolgimenti, cinque mesi d’estate per finire con la primavera. No, non sono rincoglionito, non più del solito, almeno. Cinque mesi di ’tempesta’, cinque mesi di festival, cinque mesi di kilometri e di bellissime strade sbagliate, qualche incidente di percorso, alcuni pesanti, alcuni leggeri. Di ritorni notturni da Milano con immagini nella testa talmente improbabili da fare invidia ai miraggi. Di parole e di nomi con l’iniziale maiuscola che escono da un rubinetto inceppato. Di pattuglie con l’etilometro e di ronde notturne. Di "diecieurodiverdeperfavore" e di centoquaranta kilometri tutti per me e la mia autoradio, quando proprio non ce la faccio, di sedile passeggero sul quale poggiare e accarezzare solo jewel case e digipak. Ritornare solo quando le tacche sono dimezzate. Con più acufeni nelle orecchie di un malato. Con le corde vocali tirate ad impiccarti il cuore da dentro. Con stupidi nomignoli del cazzo che hanno lasciato il tempo che hai loro donato. Con piazze viste da occhi sbagliati. Con piccoli tentativi di sguardo che fa capolino senza disturbare nessuno all’infuori di me. Con un’autoanalisi che fa più paura di un’endoscopia. Perché per quella non hai voluto l’anestesia, per l’altra vorresti essere strafatto.
Con amici splendidi nel tempo che hanno trovato. O che hai fatto trovare loro. Con scale di valori che si scannano per arrivare al gradino più alto schizzando a guisa di serotonina. Con amici di merda. Con facce che hai amato e che si sono fatte odiare. Con la tua faccia ed il tuo brutto rapporto con lei. Tom che se n’è andato via per sempre. Con un fischio recessivo pronto a spuntare sollevato da una testata ben puntata su di te e pronta a fare fuoco.
Un pensiero che non hai mai voluto comunicare a nessuno, se non a un amico che ha camminato al tuo fianco e che quando non ce la facevi t’ha preso in braccio. Un cerchio che si è chiuso. Un insieme di anelli che si intersecano da fare invidia ai cerchi olimpici. Alcuni ospiti graditi, altri meno.
Musica. Con gli occhi come radar, in una musica di assenze e musica che suona diversa solo in tua presenza, e fingere di non accorgersene per una paura od una semplice idea del cazzo.
E in un battito d’occhi tutto cambia, nell’amare l’aprire gli occhi un attimo per spiare muscoli che si muovono senza fare rumore e realizzare che il posto dei sogni è la notte, ed è per questo che è più semplice farli avverare a determinate ore, prima che la luce del giorno arrivi a rompere i coglioni.
E ritrovarti con gli occhi lucidi in mezzo alla gente a mezzaluna, mentre i Vancouver suonano e ti regalano un’ora di pelle d’oca. E ci sei solo tu lì in mezzo, anche quando ti sembra di non esserci. Anche quando senti musica che non vorresti. Anche quando ti spari una ’low light’ del Madison Square Garden. Anche quando certi suoni ti ricordano quelli che ti fanno paura senza aver diritto di aver timore. E non ti dirò che è stato un bene che quel giorno io non ci fossi, nonostante tu.tto. Quanta differenza può fare una semplice "o". E dire che può confondersi tra due stupide lettere.
Vorrei andare al mare, oggi.
CLOCKWORK TOY - HOT CLUB DE PARIS
A clockwork toy, a broken boy slumped through a flaming loop. The trapeze artist is suspended in the air. They’re going, they’re leaving, they’re getting up slowly Like clockwork toys who fulfill their potential. Elephant would move this trunk, if you’d only wind him up, For his audience who can’t get up to leave. They’re going, they’re leaving, they’re getting up slowly. Let the cogs start turning in earnest. They’re going, they’re leaving, they’re getting up slowly Like clockwork toys who fulfill their potential. How many years will cure the fears of the frozen tightrope walker? They’re going, they’re leaving, they’re getting up slowly Let the cogs start turning in earnest. They’re going, they’re leaving, they’re getting up slowly Like clockwork toys who fulfill their potential. Drummer boy plays with the rattling teeth as the carousel spins for its tiny kids. Ballet dancer entertains the clown, and the stilt walker who can’t sit down with the other clockwork toys.