
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Thursday, October 18, 2007 - ore 12:38
Cucinismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La cosa che mi piace di più, da quando Maury è partito, è mangiare. Di forte impatto sulla mia coscienza, ma realisticamente appagante. Inoltre, la mamma mi ha ricordato che durante la mia triste e lacrimevole adolescenza mi tiravo sul il morale cucinando torte prelibate una o più volte alla settimana. Sono la regina delle torte, devo ammetterlo. Sono un buon cucchiaio, l’avevo precedentemente annunciato, era uno spoioler. Sono una buona cuoca, e ne sono molto orgogliosa.
Quindi, in questo momento di depressione e solitudine, in una mattina di difficoltà emotive ho fatto la spesa e mi sono accaparrata ottimi ingredienti per preparare un delizioso plumcake al limone, così, per coccolarmi. Mentre si cucinava, mentre si gonfiava, mentre lievitava leggiadro e delicato, potevo percepirne il profumo, l’aroma di limone, il richiamo dell’uvetta, l’impasto corposo ma semplice, non elaborato. Una torta pulita, nel suo stampo a fiori rosa e azzurri. Lo controllavo, il mio plumcake, lo guardavo crescere inginocchiata davanti a lui. Si profumava, raccoglieva le sfumature dei vari ingredienti, li amalgamava al tepore del forno. L’ho estratto, girato su un piatto di portata colorato e vivace. L’ho spolverato di zucchero a velo, era bellissimo e profumatissimo. Come lo avevo sognato. Avevo già il cuore pieno d’amore. Mentre lo tagliavo mi investiva quel suo odore di forza e dolcezza.

Poi mi sono girati i coglioni. Non è possibile che io cucino un dolce perfetto, forma perfetta, colore perfetto, cottura perfetta. E l’uvetta sta tutta sul fondo. Mi girano i coglioni.

Ho bisogno di cucinare, cucinare un sacco. Mi rilassa, mi fa stare bene. Voglio cucinare per ore, preparare una cena dall’antipasto al dolce. E voglio Maury che mangi qui con me, che mi dica che sono bravissima, che gli piace come cucino, e che il grembiule giallo mi sta male perchè sembro una nonna, e che sono una pasticciona e lascio un sacco di sporco, pentole e briciole in giro.
Ho bisogno di mettermi a cucinare. Mi tiene la mente impegnata, le mani impegnate, le ore impegnate. Non ho la testa per fare niente oggi. Va tutto male.
Inutile che faccio finta di non pensarci. Mi manchi da morire. Non volevo arrabbiarmi ieri sera, scusa. Mi manchi. Tantissimo.
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