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Bruno86, 21 anni
spritzino di Foza - Wüsche Hoga Ebene vona ka Sleghe 7 Komoinen
CHE FACCIO? Geometra - Vermessungstechniker - Dann Priester?
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STO LEGGENDO

Es gefällt, besonders Bücher zu lesen nicht mir, ich ziehe vor, täglich zu lesen oder Artikel auf Web.

A me non piace leggere libri in particolare, preferisco leggere quotidiani o articoli sul Web.


HO VISTO

Daß die Hochebene immer wunderbar ist.... Leider auch gehen die wunderbaren Leute, ich beziehe mich auf Don Giampaolo und Don Nicola, zwei junge Priester, die sehr so für die Hochebene und die Hochebene machten, werden für immer in schuldiges mit ihnen bleiben...

Che l’Altopiano è sempre meraviglioso... Purtroppo anche le persone meravigliose se ne vanno, mi riferisco a Don Giampaolo e
Don Nicola, due preti giovani che hanno fatto tantissimo per l’Altopiano e l’Altopiano resterà per sempre in debito con loro...

STO ASCOLTANDO

Ins Büro überwiegend Rundfunk Berg Carlo 2 obbure Budda Café... chillout gewöhnlich.

In Ufficio prevalentemente Radio Monte Carlo 2 obbure Budda Bar... chillout in genere

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Überwiegend in Jacke und Krawatte.

Prevalentemente in giacchetta.

ORA VORREI TANTO...

Daß meine Eltern und meine Familienangehörige verstanden und sie verstanden meine echte Berufung. Meine Arbeit gefällt mir, aber es ist nicht nur dieses im Leben. Dem helfen Herr, durch die Hilfe, die Liebe, die Liebe, das Gebet, die Freude, das Zeugnis und die gesellschaftliche Verpflichtung von vielen mehr Befriedigung auf persönlichem Stand.

Che i miei genitori e i miei familiari capissero e comprendessero la mia vera Vocazione. Il mio lavoro mi piace ma non c’è solo questo nella vita. Aiutare il Signore, mediante l’aiuto, l’amore, la carità, la preghiera, la gioia, la testimonianza e l’impegno sociale da molte più soddisfazione a livello personale.

STO STUDIANDO...

Tagsüber Lernen neue Methodologien für die Planung von Hause von Gebirgen. Wir haben ein technisches Lernen mit meinem Bruder. Die Häuser ins Gebirge haben der sehr bezeichnenden Eigenschaften, aber zu viel vergaß für Geld die Hochebene bauen wollen seine echte Architektur wegen des Bau Mißbrauches und des. Wir halten wir viel also in Achtung die Architektur Montana, unsere Pläne verwirklichen.
Im Abend fing ich von wenig dem Leben und den Werken Sanes mit Filippo Schwarz an. St. Filippo aber charakterisiert für mich einen großen Augenblick von meinem Leben. Die ersten drei Jahre der Vorgesetzten machten sie in der Bildungsanstalt C.C.Baronio, Kardinal Philippinisches gerichtet genau von den Philippinischen Vätern.
es war genau eine reiche Periode von Entdeckungen. Und das größte Lernen war die Liebe Gottes für uns und mich für Ihn.

Ich muß auch viel für der End Prüfung für die Befähigung zum Beruf lernen. Die Prüfung wird sich sich den Tag 24. Oktober abspielen. Wir hoffen in gut

Di giorno studio nuove metodologie per la progettazione di case di montagne. Con mio fratello abbiamo uno studio tecnico. Le case in montagna hanno delle caratteristiche molto significative, ma a causa dell’abuso edilizio e del troppo voler costruire per soldi l’Altopiano ha dimenticato la sua vera Architettura. Noi quinqi nel realizzare i nostri progetti teniamo molto in considerazione l’Achitettura Montana.
Nella sera ho iniziato da poco la vita e le opere di San Filippo Neri. San Filippo ma caratterizzato per me un gran momento della mia vita. I primi tre anni delle superiori li ho fatti nell’Istituo Scolastico C.C.Baronio (Cardinale Filippino) diretto proprio dai Padri Filippini.
è stato proprio un periodo ricco di scoperte. E il più grande apprendimento è stato l’Amore di Dio per noi e io per Lui.

Devo anche studiare molto per l’esame finale per l’abuilitazione alla PRofessione. L’esame si svolgerà il giorno 24 ottobre. Speriamo in bene

OGGI IL MIO UMORE E'...

Seien praktisch immer zufrieden! Es muß oder es würde besser müssen zum Beste leben und in Fülle der Tag. Das Leben sollte nicht verschwendet werden, sondern es muß mit Christus und durch Ihrem Willen erlebt werden.

Sono praticamente sempre contento! Bisogna o meglio bisognerebbe vivere al meglio e in pienezza la giornata. La vita non va specata ma vissuta con Cristo e per mezzo del Suo Volere.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


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MERAVIGLIE


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Wednesday, October 24, 2007 - ore 10:29


AGGIORNAMENTO PER LA GIUSTIZIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


IL CASO
Governo, 25 milioni in Finanziaria per tenere Cortina in Veneto
Il «fondo per le zone di confine» tenta di arginare la fuga del Comune in Alto Adige. I timori per i costi del referendum


ROMA — Non sono servite le leggi ordinarie e neanche quelle costituzionali, né l’ira del governatore veneto Giancarlo Galan, per una volta d’accordo con Romano Prodi e i suoi ministri. Così al governo, per tentare di fermare la fuga di Cortina d’Ampezzo in Alto Adige, e scongiurare che accada lo stesso per un’altra ventina di comuni veneti, non è rimasto che una sola cosa: aprire il borsellino, e anche di corsa.
Venticinque milioni di euro inseriti nel decreto fiscale che accompagna la Finanziaria, quindi immediatamente disponibili, per evitare la secessione: articolo 35, «Fondo per le zone di confine». Non dello Stato, ma delle regioni autonome. L’ultima carta per convincere i cortinesi e gli abitanti di due comuni vicini, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia, a votare no al referendum popolare indetto per sabato e domenica prossimi. Difficile riuscirci, perché di mezzo, oltre ai tanti soldi garantiti dalla provincia autonoma di Bolzano, la più ricca d’Italia per reddito pro capite, c’è la riunificazione territoriale che i ladini inseguono da qualche centinaio d’anni. Comunque bisogna provarci, perché il caso Cortina è assai insidioso per il governo. Finora il Trentino Alto Adige ha sempre rifiutato asilo ai transfughi, ma questa volta il governatore di Bolzano, Luis Durnwalder, ha fatto sapere con una lettera aperta agli ampezzani che li attende «a braccia aperte». Un brutto segnale per Roma, costretta a inseguire ormai un centinaio di comuni in fuga in tutta Italia, moltissimi proprio verso le regioni e le province autonome. Il fenomeno dilaga a tutti i livelli, l’altro ieri tre quartieri di Bari hanno chiesto di separarsi e di creare un municipio autonomo, e autonomo, e Roma non ha armi per combatterlo. La legge affida la scelta all’autodeterminazione, e il governo ha solo un ruolo passivo. Se passa un referendum, ha l’obbligo di presentare una legge costituzionale di ratifica. E questo, nel bel mezzo della campagna per la riduzione dei costi della politica, a Prodi proprio non va giù. Lui vorrebbe dimezzare il numero delle province, tagliare di netto quello dei comuni, delle circoscrizioni e delle Comunità montane, oltreché la pletora dei relativi assessori e consiglieri. Non vuole solo fare ordine e tagliare i costi, ne ha fatto una battaglia politica. Così a settembre, in consiglio dei Mini-stri, ha perfino bloccato il via libera alle targhe automobilistiche dei nuovi capoluoghi sardi. Quelle province erano state istituite con una legge della Regione Sardegna (autonoma), e non ci si poteva fare niente. Però, almeno sulle targhe, il almeno sulle targhe, il governo ha ancora l’ultima parola. Così Prodi ha bloccato tutto e chiesto un parere al Consiglio di Stato. Mentre, per frenare la deriva dei comuni verso le regioni più ricche, ha presentato un disegno di legge che rende la procedura molto più difficile. Innanzitutto il governo dovrà fare un’istruttoria complessa. Ma, soprattutto, ha previsto il doppio voto. Nel municipio o nella provincia secessionista, ma anche nella provincia o nella regione che li dovrebbe accogliere. Solo che anche questa è una norma costituzionale, quindi richiede un esame parlamentare lungo e dall’esito incerto. Solo nell’ultimo anno e mezzo sono state presentate ben 25 iniziative di legge per il passaggio di comuni da una regione all’altra, da parte di tutte le forze politiche: An, Verdi, Lega, Forza Italia, Udeur, Ulivo e Dc. Adesso arrivano i soldi. Il relatore di maggioranza, Natale Ripamonti, illustrando in Senato il decreto fiscale, ha parlato con grande preoccupazione del fenomeno «recentemente emerso» della «migrazione nelle regioni a statuto speciale dei comuni confinanti». Secondo lui, e secondo il governo, lo scivolamento «verso regioni più ricche e meglio sussidiate» è un «processo disgregante » che disgregante » che rischia di affossare per sempre il federalismo fiscale, di cui si parla da decenni e che ancora non si vede. Intanto la lista dei comuni in fuga si allunga. Ad affacciarsi nel benessere dell’autonomia ci riproverà presto, 78 anni dopo il primo referendum, il comune di Pedemonte. Poi Sappada, Sovramonte, Noasca, Carema, Cinto Caomaggiore...
Mario Sensini



Corriere delle Alpi, 21.10.2007 - DELIBERA APPROVATA



Ok della Provincia di Trento La «Lia» è stata riconosciuta




CORTINA. L’associazione di Comuni ladini “Lia di Comuns Ladins” è stata riconosciuta venerdì dalla giunta provinciale di Trento quale organismo di coordinamento e proposta per la trattazione di questioni e problematiche comuni alle popolazioni ladine dell’area dolomitica. La delibera - che era stata proposta dal governatore Lorenzo Dellai - riguarda i comuni di Badia; Campitello di Fassa-Ciampedel; Canazei-Cianacei; Castelrotto-Ciastel (per le frazioni di Bula, Roncadic e Sureghes); Colle Santa Lucia-Col; Cortina d’Ampezzo-Anpezo; Corvara; La Valle-La Val; Livinallongo del Col di Lana-Fodom; Marebbe-Mareo; Mazzin-Mazin; Moena; Ortisei-Urtijei; Pozza di Fassa-Poza; San Martino in Badia-San Martin de Tor; Santa Cristina Val Gardena-Santa Crestina; Selva Val Gardena-Selva; Soraga; Vigo di Fassa-Vich. La legge provinciale 482/99 detta norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche prevedendo, in attuazione dell’articolo 6 della Costituzione, la tutela della lingua e della cultura, tra le altre, delle popolazioni ladine. L’articolo 3 della legge prevede che quando le minoranze linguistiche si trovano distribuite su territori provinciali o regionali diversi, esse possono costituire organismi di coordinamento e di proposta, che gli enti locali interessati hanno facoltà di riconoscere. La Provincia di Trento - si legge nella delibera - nell’ambito dei suoi fini istituzionali e in attuazione del principio della tutela delle minoranze linguistiche è impegnata a promuovere la salvaguardia e la valorizzazione delle caratteristiche etniche e culturali delle minoranze linguistiche locali.


Il presidente dell’Alto Adige martedì incontrerà i sindaci di Livinallongo e Colle S. Lucia, mentre Franceschi (Cortina) è in dubbio. Nella delegazione anche i presidenti delle Unioni e Bigontina


Venezia chiama ma i ladini corrono da Durnwalder

Nella stessa giornata era in calendario l’incontro in Regione Veneto. Irsara: «Vista la concomitanza abbiamo deciso di andare a Bolzano»


Cortina - Tra Bolzano e Venezia i tre comuni ladini secessionisti Colle, Cortina e Livinallongo preferiscono il primo. Dovendo scegliere infatti tra l’incontro con il presidente della provincia autonoma Luis Durnwalder e il governatore del Veneto Giancarlo Galan, viene optato per la prima ipotesi.
E così i primi cittadini Paolo Frena, Gianni Pezzei e Andrea Franceschi martedì saranno nella cittadina altoatesina.
Con loro, i presidenti delle tre Unioni Ladine, Cristina Lezuo, Paola Agostini ed Elsa Zardini con Siro Bigontina , presidente del comitato referendario.
Una concomitanza straordinaria se si vuole, ma che non pare proprio aver sollevato troppe perplessità sulla decisione da prendere. Si va a Bolzano perché è a Bolzano che i Ladini guardano.
«L’incontro con il presidente Durnwalder - viene sottolineato - sarà un’occasione per presentarci per quello che siamo, gente semplice di montagna ma che crede ancora in certi valori e che vuole recuperare la propria storia».
Nel frattempo, ieri mattina, il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno "antisecessione" che chiede di veder riconosciuti il federalismo fiscale e, per Belluno, la specificità.






Martedì i rappresentanti dei tre comuni e della Consulta ladina si recheranno in visita da Durnwalder

Sindaci a Bolzano, "ignorato" Galan

Lo stesso giorno era previsto un incontro anche in Regione Veneto: saltato a piè pari

Cortina - Martedì a Bolzano, il presidente della Provincia Autonoma Luis Durnwalder riceverà Paolo Frena, Gianni Pezzei e Andrea Franceschi, sindaci dei tre comuni referendari, Colle, Livinallongo e Cortina. Con loro, i presidenti delle tre Unioni Ladine, Cristina Lezuo, Paola Agostini ed Elsa Zardini con Siro Bigontina, presidente del comitato referendario. Durnwalder risponde così ad una richiesta con la quale la Consulta Ladina ancora a luglio chiedeva un incontro per potergli spiegare le ragioni che li avevano indotti a chiedere il referendum. Paolo Frena sindaco di Colle Santa Lucia, si dice soddisfatto e anche sorpreso da questa convocazione, che giunge poco prima della consultazione referendaria di domenica prossima. «Per noi si tratta di un momento importante. Ci viene offerta la possibilità di spiegare perché chiediamo l’aggregazione all’Alto Adige e le motivazioni che ci hanno indotti a muoverci». Il sindaco di Cortina, Andrea Franceschi, non è però sicuro di esserci. «Deciderò nelle prossime ore con il mio gruppo. Ho diversi impegni. Mi accorderò aventualmente con il vicesindaco Paola Valle, sentendo la stessa Elsa Zardini». Gianni Pezzei, primo cittadino di Livinallongo: «Non mancherò di certo. In modo molto semplice spiegheremo prospettive, obiettivi e finalità di questo passo». Raffaele Irsara, coordinatore e segretario della Consulta ladina, fa un passo indietro ricordando che la richiesta dell’incontro era stata inviata a tutti e tre i presidenti delle Regioni interessate: Veneto, Alto Adige e Trentino. «Non avendo ricevuto immediate risposte, li abbiamo sollecitati. Una settimana fa è giunta una telefonata da Venezia con la quale venivamo informati dalla segretaria che il presidente Galan aveva dato l’incarico al direttore generale della Regione Veneto, il dottor Rasi, di fissare l’incontro, garantendoci la stessa attenzione che avremmo ricevuto dal presidente. Data stabilita: martedì 23 ottobre ore 10. A quel punto abbiamo deciso che, in ogni caso, ci conveniva essere presenti. Poi il caso ha voluto che proprio ieri giungesse, con una lettera ufficiale, la convocazione dell’incontro con Durnwalder. Stesso giorno, se non proprio stessa ora. E abbiamo scelto di andare compatti a Bolzano». Una concomitanza straordinaria se si vuole, ma che non pare proprio aver sollevato troppe perplessità sulla decisione da prendere. Si va a Bolzano perché è a Bolzano che i Ladini guardano. Manca una settimana al voto. La campagna elettorale, condotta quasi esclusivamente dai favorevoli al passaggio all’Alto Adige, sta diventando frenetica. Le ultime battute sono dirette a convincere i dubbiosi sulla necessità di andare alle urne. Il referendum è valido solo se si raggiunge il quorum. E intanto spuntano le bandiere ladine verdi, bianche e azzurre da mettere alla finestra. Un segnale anch’esso della volontà di mantenere salde le radici, la cultura, le tradizioni, ma soprattutto la "parlata". «L’incontro con il presidente Durnwalder sarà un’occasione per presentarci per quello che siamo, gente semplice di montagna ma che crede ancora in certi valori e che vuole recuperare la propria storia» conclude Pezzei.



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