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Thursday, October 25, 2007 - ore 09:29
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono due modi per star male.
Il male interiore, del cuore intendo. Non quello fisico.
Uno è quello che provo quando vengo a conoscenza di qualcosa che mi provoca dolore.
Nellimmediato, un dolore potente. Tagliente come una pugnalata.
Qualcosa che mi fa mancare il respiro per qualche istante.
Che mi fa impazzire.
Un dolore che mi paralizza.
E subito mi porta a mille pensieri.
Rivedo le cose che prima andavano bene.
E poi quelle brutte, ma che mi facevo andar bene lo stesso.
Perchè ero felice.
Faccio un puzzle di tutto il mio passato.
Cercando di capire quali erano sti pezzi fallati. E dove ho sbagliato ad incastrarli.
Il tutto in pochissimi secondi. Un nastro che scorre alla velocità della luce nella mia testa.
Non ne trovo mai. E mai capisco quello che sbaglio.
E piano piano cado nel secondo tipo di dolore.
Questo meno pungente, meno paralizzante.
Ma lungo, continuo. Pare eterno.
Un dolore che consuma di giorno in giorno, di ora in ora, di secondo in secondo.
Non mi lascia mai.
Questo dolore è quello che spegne la luce nei miei occhi, e che mi fa ridere solo con la bocca.
Quello che mi dà le rughe sulla fronte.
Quello che mi accompagna.
Finchè quasi non mi ci abituo ad averlo.
E fino a quando succederà qualcosa che me lo porterà via.
Lontano.
Dimenticarlo non potro mai.
il suo ricordo mi rimarrà come un monito, uno spauracchio, un timore, eterno.
Ma perlomeno sarà lontano.
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