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m.organ, 27 anni spritzino di OZ CHE FACCIO? ascolto einaudi, brindo alla vita che scorre via Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO --how to be good - nick hornby (in inglese) --un libro su gesù HO VISTO la gente abituarsi a qualsiasi dolore, a qualsiasi situazione senza ribellarsi. meglio abituarsi. STO ASCOLTANDO blonde redhead,cristina donà, bach, ludovico e ludvig, vinicio capossela ora yann tiersen ti piacciono le riviste di meccanica? ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... preparare la valigia... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... come sempre allegro con tendenze suicide ma con stile. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Thursday, October 25, 2007 - ore 18:27 ascoltando i passi fuori dal corridoio il viaggio in treno è volato, ho guardato per ore il paesaggio fuori dal finestrino cambiare continuamente, mutare piano scandito dal ritmo dei binari, sono andato una volta in bagno a guardarmi a lungo allo specchio, è strano fissare la tua immagine e non ritrovarti. Tornare a casa dopo tanto tempo, chissà perché ho sentito questo bisogno cosi forte, chissà perché a distanza di anni. Cammino zaino in spalla tra muri e strade che conosco anche se non sembrano più mie, riconosco ogni cosa, la luce, ogni singolo sasso sulla strada, è difficile da spiegare ma sembra rimasto tutto uguale dopo anni, come se il paese si fosse fermato dopo la mia partenza. Il paese è immobile, si lascia camminare bene, quasi mi accoglie come un soldato che torna dopo anni di guerra, finalmente la brezza mi spinge dentro l’odore del mare e mille ricordi mi assalgono. Da un cancello sento il mio nome, sbuca una vecchietta tutta curva con lo scialle sulla testa, cammina a fatica si aiuta con un bastone, intravedo nei suoi occhi la mia maestra, mi abbraccia e mi bacia, inizia a piangere, è felice e in un attimo la rivedo dietro la cattedra che mi sorride, dice di aver letto i miei romanzi e mi stringe ancora con tutta la sua forza, la sua debole forza. E per la prima volte mi sento di nuovo a casa, finalmente capisco che casa mia non è un posto fisico ma è dove riesco a ritrovarmi, è solo uno stato mentale. Solo uno stato mentale. E casa mia è un abbraccio della mia vecchia maestra, dovunque e qui. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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