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Thursday, October 25, 2007 - ore 18:27


ascoltando i passi fuori dal corridoio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


il viaggio in treno è volato, ho guardato per ore il paesaggio fuori dal finestrino cambiare continuamente, mutare piano scandito dal ritmo dei binari, sono andato una volta in bagno a guardarmi a lungo allo specchio, è strano fissare la tua immagine e non ritrovarti.
Tornare a casa dopo tanto tempo, chissà perché ho sentito questo bisogno cosi forte, chissà perché a distanza di anni.
Cammino zaino in spalla tra muri e strade che conosco anche se non sembrano più mie, riconosco ogni cosa, la luce, ogni singolo sasso sulla strada, è difficile da spiegare ma sembra rimasto tutto uguale dopo anni, come se il paese si fosse fermato dopo la mia partenza.
Il paese è immobile, si lascia camminare bene, quasi mi accoglie come un soldato che torna dopo anni di guerra, finalmente la brezza mi spinge dentro l’odore del mare e mille ricordi mi assalgono.
Da un cancello sento il mio nome, sbuca una vecchietta tutta curva con lo scialle sulla testa, cammina a fatica si aiuta con un bastone, intravedo nei suoi occhi la mia maestra, mi abbraccia e mi bacia, inizia a piangere, è felice e in un attimo la rivedo dietro la cattedra che mi sorride, dice di aver letto i miei romanzi e mi stringe ancora con tutta la sua forza, la sua debole forza.
E per la prima volte mi sento di nuovo a casa, finalmente capisco che casa mia non è un posto fisico ma è dove riesco a ritrovarmi, è solo uno stato mentale.
Solo uno stato mentale.
E casa mia è un abbraccio della mia vecchia maestra, dovunque e qui.


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