
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO


HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
(questo BLOG è stato visitato 64134 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Sunday, November 04, 2007 - ore 11:17
New York
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Manca poco. Per cause indipendenti dalla mia volontà non mi sono goduta la preparazione del viaggio, mi sono persa quei giorni febbricitanti in cui progetti ogni passo, i luoghi che vuoi vedere, le cose che devi fare. Mi sono persa la preparazione del viaggio, che io adoro quasi quanto il viaggio stesso - mi sono persa l’entusiasmo, il conto alla rovescia, il countdown che termina con la partenza. Non potrò mai spiegargli cosa ha significato per me rinunciare a quei momenti, cosa ha significato la sua gratuita cattiveria nel rovinarmi quei momenti, non lo capirà mai. Non capirà mai perché non gli interessa e non lo vuole capire.
Ma ormai parto, e non mi fermano più. Ce la faccio, riesco a rendermene conto, parto. Lo faccio per me e lo faccio per Maury. Parto, e vado a vivere
la mia città. Vado a vedere come si comportano, cosa combinano. Cosa c’è in più e cosa manca, cosa ricordo e cosa non ricordavo. Vado a tuffarmi in un museo diverso ogni mattina, perché Maury lavora 8 ore al giorno, e io me ne starò a camminare avanti e indietro, a ripassare quello che già so, a scoprire quello che non so. Da sola, vivendomela passo dopo passo. Con il mio immancabile diario di bordo ad annotare tutto.
Quanto mi piace camminare da sola per
NYC. Col mio Starbucks in mano. Con la mia macchina fotografica. Guardare le vetrine di dolci, guardare quei grattacieli altissimi, guardare la gente che cammina di fretta. E guardare dentro le finestre delle case, la mia perversione, la mia ossessione. Le librerie che danno sulla finestra. Cosa non pagherei.
Vado a trovare il mio amore, e checché se ne dica, gli manco da morire. Poi magari non torna, ma gli manco da morire, lo so. E pensa che sarebbe mille volte più bello avere me lì con lui.
E New York è già mille volte più bella di quello che gli basterebbe.

Dicevano, passeranno in fretta 3 mesi. Ma non passano. Dicevano, ti abituerai dopo un po’, farà meno male. Invece fa male sempre. E adesso parto, e vado a curarmi. Dalla mia medicina, la mia terapia. Il mio dottore newyorkese.
E poi, scusate se è poco. Central Park d’autunno.

Da due giorni inizio a realizzare che sto per partire, che sto per vedere Maury, che sto per arrivare a Manhattan. Che ho un appuntamento a Princeton il quale potrebbe essere un importantissimo snodo della mia vita. Se me la gioco bene, se ce la giochiamo bene.
Dire che non vedo l’ora è poco. La cosa che mi spaventa di più, l’unica direi, è la traversata da sola, quelle 9 interminabili ore d’aereo. Ma ho un libro meraviglioso da portare con me.
Sto arrivando. Aspettami. Mercoledì un aereo mi porta da te. Manca pochissimo.
Inizio a fare i preparativi. Adesso sì. Ora sono pronta.
Foto di repertorio - settembre 2004, Empire State Building
LEGGI I COMMENTI (11)
PERMALINK