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Tuesday, November 06, 2007 - ore 08:55
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Floyd ...camminò per vie a lui sconosciute, fino ad arrivare ad una strada più familiare. Fu solo allora che capì che la sua tranquillità sarebbe potuta finire da lì a poco. Fu pestato pesantemente; per alcuni minuti non sì sentì nemmeno nel suo corpo. Domandò nel mezzo del pestaggio <<Perché devo esser pestato?!>>. La risposta fu estremamente semplice, ed estremamente dolorosa anche per chi la pronunciò: <<Non lo so>>. Gli ultimi gesti di violenza e Floyd si ritrovò quasi senza forze. Attorno a lui, la città continuava a muoversi veloce, non lo voleva aiutare e non lo aiutò. Raggiunse molto lentamente casa. Entrò all’interno, attivò la segreteria telefonica, prese una sedia dalla cucina e si accomodò ad osservare quel telefono, quel telefono che non voleva squillasse proprio come non aveva squillato per mesi. La gola gli era diventata secca. Si alzò, andò in cucina e si riempì un bicchiere d’acqua dal rubinetto. Alzandosi dalla sedia, prima di raggiungere la cucina, aveva sentito il suo fisico dolorante come mai prima. Decise quindi, finendo di bere quel bicchiere d’acqua, di andare a dormire. Sentì diversi dolori anche nell’infilarsi sotto le lenzuola. Prese velocemente sonno. E sognò di essere intrappolato in un ascensore. Un ascensore impazzito, che continuava a salire e scendere diversi piani. Un ascensore in cui Floyd era intrappolato con un’ape...
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