Che premura nei loro lineamenti! Li avvisti sulla soglia di casa, coperti dentro le mercanzie delle loro contrade, a custodia imperterrita dei propri casolari – fortezze inespugnabili di una civiltà che un giorno rimpiangeremo -. Quando guardano il mondo avvertono un po’ di spavento perché nulla sembra come prima. Ma loro stanno lì, presenze mute di una sapienza preziosa per essere tradita. Han sentito l’urlo dei cannoni e il canto delle fidanzate, l’odore dei fucili e il profumo degli anemoni, la crudele vendetta nemica e la tenerezza delle loro spose. Tra i loro patrimoni, la parola è quella a cui ambisco: a fiumi d’inchiostro firmati da penne moderne ribattono con la semplicità di un proverbio coprente molto più della nostra comunicazione. Faticare, lavorare, ascoltare, prendere, partire: verbi comuni per esistenze semplici. Vite nascoste che marcano partenze simili ad arrivi: in punta di piedi. Camminatori silenziosi, fastidiosi con nessuno, viziati dai raggi di una luna da tempo immemore eletta custode di arcani segreti. Partono leggeri sulla polvere, come impalpabili si sono alzati per decine di primavere. Il Vecchioni cantante spese per loro parole smisurate: “Conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero e naviganti infiniti che dialogano con il cielo”.
“Racconti di vita” è la voce che lega tra loro
gli anziani della ValBrenta nell’intento di prestar fiato ad una memoria storica che diventi accecante presente al quale apprendere antiche memorie. Oggi come non mai s’avverte per l’uomo il bisogno di parole, non di chiacchiere, urgenza di preferenze forti e coraggiose. A quale facoltà iscriversi? Smagliante l’intuizione di
Enzo Biagi, giornalista al quale l’Italia s’è stretta attorno per celebrarne il saluto e il ricordo:
“Non c’è nessun testo che abbia il valore e la forza del Vangelo. Ti obbliga a dire si e no e noi viviamo delle giornate in cui si sente sempre dire “forse”.
Sembrano abitare fuori dal mondo perché lassù il rumore è sostituito dal nitrito del cavallo o dal pigolio di una rondine. Ma non si stancano di abitare la montagna - aggrappati come ostriche a questo piccolo mondo antico - persuasi che un giorno, quando l’uomo si libererà dal tachimetro, le vecchie mura verranno riabitate e i comignoli si rimetteranno a fumare.
Capiterà…perché le sorgenti la parola non la cedono facilmente!