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Monday, November 12, 2007 - ore 15:36
Tempus fugit
(categoria: " Riflessioni ")
E’ lunedì, come ogni lunedì. Oggi mi va di riflettere sulla relatività del tempo, su come il flusso temporale degli avvenimenti non sia mai regolare ma segua un andamento alquanto bizzarro, inevitabilmente deformato dalle nostre condizioni emotive e psicologiche. Ho letto da qualche parte che la durata di un minuto dipende da quale lato della porta del bagno ti trovi..niente di più vero. A chiunque è capitato almeno una volta di essere in discoteca e sentire la necessità di andare a fare pipì. Bene, sappiate che esistono delle leggi naturali non scritte e indimostrabili che fanno in modo che tu ti accorga di aver bisogno di urinare nel momento in cui ti trovi nel punto del locale più lontano dai bagni. Inizi allora un lungo ed estenuante percorso ad ostacoli nel tentativo di guadagnare l’accesso ai gabinetti, sapendo che quello che per ora è soltanto un piccolo impulso corporale (allarme di livello 5 – attivare il sistema di autodifesa) diventerà entro brevissimo tempo una necessità assoluta (allarme di livello 3 – accendere lo scudo energetico), visto che hai bevuto soltanto un litro di birra e 3 havana-cola. E sai che ogni volta che un nuovo ostacolo si frapporrà fra te e la tua meta (nel tragitto incontri qualcuno che conosci e non vedi da 14 anni e ovviamente ti riconosce subito e ha una voglia matta di sapere se fai ancora colazione con le girelle Motta; incontri qualcuno che conosci appena ma chissà perché [e il perché risiede in una di quelle leggi naturali non scritte e indimostrabili sopracitate] questa sera ha il desiderio irrefrenabile di fermarti e raccontarti pallosissimi particolari della sua vita privata di cui a te non fregherebbe una mazza neppure se sulla Terra in seguito a un’apocalisse foste rimasti soltanto voi due; il grassone che cammina in coda davanti a te si ferma ogni 5 secondi a salutare personaggi improponibili sostituendo il “ciao come va” a logorroici abbracci e toccate di pacco e impedendo con la sua mole ogni tuo goffo tentativo di aggirarlo e proseguire il tuo cammino) il tuo già debole stato mentale automaticamente ridurrà in modo drastico la tua capacità di tenuta e l’autonomia della tua vescica. Finalmente riesci a raggiungere a gomitate l’ingresso del bagno quando ormai sei praticamente sordo e insensibile al tatto (allarme rosso di livello 1 – rompere il vetro di sicurezza e premere il bottone di autodistruzione.......10......9......8......), spalanchi la porta con un calcio sentendoti un po’ Chuck Norris e ti trovi di fronte 3 possibili scenari:
A) ci sono 47 uomini in coda davanti alla porta dell’unico cesso (non ci sono orinatoi alle pareti, e se ci fossero ci sarebbe una coda di 47 uomini per ogni orinatoio)
B) una squadra di disinfestazione con casco e tuta gialla a tenuta stagna sta cercando di immobilizzare una nutria di 2 metri fuoriuscita dal buco dell’unico cesso
C) è il bagno delle donne (quello degli uomini è all’angolo opposto della discoteca, praticamente a 1 metro da dove ti trovavi quando hai avvertito il primo impulso alla minzione)
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