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Friday, November 16, 2007 - ore 15:18
Il Conte
(categoria: " Cinema ")
Mentre tutti se ne vanno a Londra (fate un fischio, in caso) , esce il nuovo film del Pupo.
Non tutti lo ricordano, ma il Pupo non è sempre e solo stato il cantore di misoginia e giovinezze perdute, in cui ha dato peraltro altissimi esempi. Grazie all’apporto di spalle come il simpatico Maurizio Costanzo e il benemerito Gianni Cavina, Avati ha dato al cinema italiano, al ritmo di uno al decennio, perle nere di straordinaria forza, oggi sepolte sotto la sua nuova immagine nostalgica, garzie alla quale si è creato un pubblico affezionato. Prendete la pala e scavate.
1968: BALSAMUS
con questo film Avati fonda il bobismo, un sadismo che coinvolge nani, capitanati da quel Bob Tonelli che è entrato nel mito.
Oggi ritenuto praticamente introvabile: pare che lo stesso Avati non ne possegga copie o non le voglia far circolare.
1976: LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO
non ha bisogno di presentazioni, poiché è, semplicemente, il più bell’horror italiano di sempre. Conosco persone adulte e vaccinate che non dormono la notte se ripensano al suo finale.
1983: ZEDER
ha anticipato Stephen King e il suo PET SEMATARY. E’ un altro film che ha fatto letteratura, e che costruisce un’atmosfera mortifera soprattutto col paesaggio e con i vuoti.
1996: L’ARCANO INCANTATORE
all’epoca è passato praticamente inosservato.
Se non l’avete visto non vivetelo come una specie di colpa: è un film ambiguo e morboso, in cui la ricostruzione storica è essa stessa elemento perturbante. Da rivedere, se lo trovate in giro, in qualche videoteca che tiene ancora VHS.
2007: IL NASCONDIGLIO
Pupi è stato presidente di Cinecittà Holding. Quindi deve averne visti di orrori, e il tempo che viviamo, orrore perenne senza titoli di coda, sentiva il bisogno di un suo ritorno. Da stasera, al Porto Astra, abbiamo il piacere di ritrovarlo come ai vecchi tempi.
Il pubblico dell’ultim’ora di Avati potrebbe non gradire.
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