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LadyCocca, 26 anni
spritzina di vigodarzere (tra pochi giorni padova)
CHE FACCIO? sto al mondo...e non è poco!!
Sono sistemato
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minchiaccheffreddo!!!
ORA VORREI TANTO...
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ri-studiando prego!
OGGI IL MIO UMORE E'...
sereno variabile. tipico del cancro no?
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quelle macchine che ti tagliano la strada e poi girano dopo 2 metri
2) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
3) vedere la falsità delle persone che per interesse personale o anche solo per divertimento sono capaci perfino di cambiare comportamento per un periodo lungo di tempo..
4) Il gatto ha mangiato?
MERAVIGLIE
1) quando un bambino ti dice "ti voglio bene"..e allora lì capisci che forse,qualcosa di buono in te è rimasto..
2) mettercela tutta per poi scoprire che...nonostante tutto hai più di quello che ti sei meritato
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Friday, November 16, 2007 - ore 20:49
io c’ero...
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Un anno da bamboccioni, medici in piazza
Giovedì a Roma la protesta dei 5 mila neo-laureati pronti alla specializzazione: il ministero ci esclude dal concorso
Una recente protesta di medici specializzandi a Roma. Ora si mobilitano anche i laureati in fase di abilitazione (Ap)
MILANO - Non vogliono che lo Stato li costringa a restare «bamboccioni» per un anno in più, inattivi - di fatto - per altri lunghi undici mesi prima di poter partecipare all’esame di ammissione alle Scuole di Specialità, passaggio fondamentale che permetterebbe il loro ingresso effettivo nel mondo del lavoro. E per questo hanno deciso di scendere in piazza.
TAGLIATI FUORI - Sono i circa cinquemila medici «abilitandi» italiani, ovvero gli studenti già laureati in Medicina e chirurgia, che stanno portando a termine il tirocinio e che prima di poter accedere ai concorsi dovranno ottenere l’abilitazione alla professione. Che però non arriverà prima di febbraio, quando ci sarà la prima sessione d’esame utile per ottenerla. Peccato però che a quel punto i concorsi si saranno già conclusi. Il rischio concreto è dunque che proprio loro, che hanno conseguito la laurea nei tempi corretti, siano tagliati fuori e costretti a restare, loro malgrado, ancora un anno a carico della famiglia.
PROTESTA CONTRO MUSSI - La manifestazione è convocata per giovedì mattina a Roma. Il programma è ancora in via di definizione, ma l’idea è quella di un corteo che coinvolga tutti gli studenti di medicina, anche quelli che alle prese con l’abilitazione e la specializzazione ci saranno nei prossimi anni, e che si concluda al ministero dell’Università. «Cercheremo di ottenere un incontro con il ministro Mussi - spiegano i loro portavoce -, e gli chiederemo di far slittare i concorsi di un paio di mesi, fino a marzo, per consentire che vi partecipino anche coloro che si sono laureati regolarmente nelle sessioni di luglio e ottobre».
REPARTI SGUARNITI - Il rischio non è solo quello di tenere i giovani medici «parcheggiati» per un lungo periodo in attesa del completamento della loro formazione mediante l’inserimento nel mondo del lavoro. Ma anche quello di lasciare vacanti molte borse nelle cliniche universitarie, dove il contributo dato dagli specializzandi nell’organizzazione dei reparti e nell’attività assistenziale risulta fondamentale. «Potrebbe non essere coperto il fabbisogno nazionale - fanno notare in una lettera i neolaureati in Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova - e questo condurrebbe ad un significativo disservizio per i cittadini, come si è dimostrato anche in occasione del recente sciopero». Su circa 5 mila borse di specializzazione disponibili, si stima che senza l’accesso all’esame dei neolaureati ne potrebbero essere coperte circa 2 mila. Ci sarebbero dunque 3 mila medici in meno negli ospedali italiani. Non solo: coloro che parteciperanno ai bandi in una sessione senza troppa concorrenza avranno ottime possibilità di accedere ai contratti, ma per contro le strutture che provvederanno agli inserimenti non potrebbero contare sul quel minimo di selezione che viene garantita dai concorsi ad ampia partecipazione e che permette di ottenere un livello qualitativo degli specializzandi più elevato.
LO SLITTAMENTO - La firma del ministro Mussi al decreto che indice i concorsi ancora non c’è stata e il testo non è ancora stato diffuso. Ma viene dato per scontato che il provvedimento, come già filtrato in più occasioni, preveda le prove di esame proprio per gennaio. «In questo modo - spiega un comunicato della presidenza di Federspecializzandi, la confederazione nazionale creata nel 2003 e che riunisce le associazioni locali di medici specializzandi - si determina una gravissima ingiustizia. Quanto sta succedendo è dovuto alla non conoscenza, da parte di chi legifera, del percorso che porta un giovane laureato ad immettersi nel mondo del lavoro. Ed è il risultato di pressioni politiche che di certo non fanno gli interessi dei giovani laureati».
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