.jpg)
Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
CHE FACCIO? Azzeccagarbugli
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
BLOG che SEGUO:
BOOKMARKS
Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!
(questo BLOG è stato visitato 39367 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Tuesday, November 20, 2007 - ore 13:00
LA CONSAPEVOLEZZA E’ UNA MALATTIA
(categoria: " Riflessioni ")
La consapevolezza è una malattia ha scritto M. de Unamuno (1864-1936): essere coscienti di se stessi, di quel che si è e soprattutto di quello che non si è il più delle volte porta inquietudine. Avere il senso del bene e del male, essere consapevoli dei propri rapporti con gli altri porta a giudicarsi e, spesso, la sentenza è di condanna... almeno io, il più delle volte, disapprovo quel che ho fatto e soprattutto mi biasimo per quel che non ho fatto, ma avrei dovuto, o potuto, fare... Mi ritrovo a pensare che sono stata debole e irresoluta, quando invece una decisione andava presa, che dovevo reagire a certe azioni altrui, che non dovevo subire passivamente, che l’arrendevolezza oltre che una sconfitta, ha preso anche il significato di una punizione... Non riesco mai a giustificarmi, mai ad assolvermi: non trovo scusanti a me stessa... In certe situazioni vorrei essere ottusa, vorrei che il mio cervello si intorpidisse, che andasse più lentamente, per essere meno spietata, meno tagliente, meno tenace nei confronti delle mie mancanze e di quelle degli altri. A volte vorrei poter dimenticare, vorrei poter sorvolare su fatti e persone, ma purtroppo il ricordo non sbiadisce e non riesco a perdonare né me stessa né gli altri...
LEGGI I COMMENTI (5)
PERMALINK