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Tuesday, November 20, 2007 - ore 13:38


Tumore al seno, una nuova speranza dalla cannabis
(categoria: " Scienza e Tecnica ")


Un componente contenuto nella cannabis - il Cbd o cannabidiolo - potrebbe essere in grado di bloccare il cancro al seno. A sostenerlo, secondo quanto riportato sul sito della Bbc, è un gruppo di scienziati del California Pacific Medical Center Research Institute.

I ricercatori non hanno escluso future applicazioni della sostanza, da loro definita un’alternativa “non tossica” alla chemioterapia.
“Non suggeriamo ai pazienti di fumare marijuana” hanno però prontamente precisato: il Cbd non è presente in quantità sufficiente.
A differenza della cannabis, poi, il cannabidiolo è del tutto privo di proprietà psicoattive e il suo impiego è quindi del tutto legale.

Ma come opera questo “miracoloso” componente? I ricercatori ritengono sia in grado di inibire l’attività di un gene chiamato Id-1, che si ritiene responsabile della diffusione aggressiva di cellule cancerogene dall’originale sito del tumore: in altre parole, la tanto devastante metastasi.

Già in passato il cannabidiolo ha dato risultati positivi nella lotta del tumore al cervello; i recenti studi in laboratorio non fanno altro che confermare questa sua capacità, estendibile anche ad altre patologie oncologiche, tra le quali il cancro al seno.

“Fino a oggi avevamo una gamma limitata di opzioni nel trattare le forme aggressive di tumore – ha spiegato alla Bbc il capo dei ricercatori Sean McCallister -. Gli attuali trattamenti, come la chemioterapia, possono essere efficaci ma anche estremamente tossici e problematici per i pazienti. Questo componente offre la speranza di una terapia che potrebbe portare gli stessi risultati senza le sofferenze dovute agli effetti collaterali”.

Ma non è ancora tempo di cantare vittoria: l’applicazione a fini curativi del Cbd richiederà molti altri studi. “Ci saranno prove in soggetti umani per verificare che la Cbd sia sicura e se gli effetti benefici possono essere replicati – hanno spiegato i ricercatori – è chiaro che c’è ancora molto da fare”.

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