Piove e si sa che io e la pioggia non siamo in sintonia: in quanto a materia che cade dal cielo, tollero solo la
neve e qui da noi se ne vede poca e, parlando di perturbazioni atmosferiche, solo la
nebbia si confà alla mia indole e mi mette di
buonumore... Se poi al brutto tempo ci si aggiunge che sono solo a metà settimana e alle prese con una
masnada di allievi a cui fare ripetizioni di latino, greco, filosofia e italiano, la metà dei quali è totalmente impermeabile ai miei insegnamenti, allora, forse, qualcuno comprenderà perché oggi non sono molto lieta e tranquilla, ma, anzi, sono di
umore decisamente
temporalesco... Per farmi
passare l’irritabilità -corro il rischio di mordere il primo malcapitato che si azzarda a contraddirmi- mi sono messa a sfogliare il mio
Zibaldone per trovare
spunti su cui riflettere e grazie ai quali distogliere la mia attenzione dalla giornata in corso...
La maturità di giudizio si riconosce dalla difficoltà di credere. Credere è cosa molto comune. [B. Gracian, L’uomo savio]Sono scettica: tendo a dubitare di tutto e non penso esista una verità totalmente oggettiva... se poi si parla di religione, non credo in una realtà trascendente all’uomo. Di contro, penso che credere sia un comodo modo per trovare giustificazioni e consolazione di fronte alla vita.
Io disprezzo tutte le ideologie ufficiali, perché uccidono gli ideali, li corrompono, li violentano. [E. Evtushenko]Sono idealista: di fondo, sono incline a considerare le persone e le cose come vorrei che fossero, non come realmente sono e devo razionalizzare molto per vedere la triste realtà quotidiana e per dare a tutto il giusto peso. Ci ho messo del tempo, ma adesso posso dire di avere i piedi abbastanza per terra. Continuo però a difendere e a portare avanti quello in cui credo, nella speranza, quasi sicuramente vana, di cambiare nel mio piccolo, lo status quo.
Perché una volta che il male di leggere si è impadronito dell’organismo, lo indebolisce tanto da farne facile preda dell’altro flagello, che si annida nel calamaio e che suppura nella penna. [V. Woolf]Da sempre mi piace leggere -e mi sa che da questo blog questa mia passione si era chiaramente capita- e mi piace anche scrivere -e questo è uno dei motivi per cui tengo un blog- e sono convinta che la carta ed il calamaio siano una malattia che non passa mai, perché nei mondi di carta si possono trovare quegli spunti, quei moventi e quegli aneliti che ormai sono rari nel mondo reale e che consentono ad una persona di andare avanti... io, almeno, trovo nei libri, spesso e volentieri, motivi per andare avanti.
.jpg)
Il mio Zibaldone ha funzionato:
mi sono un po’ calmata... ritorno allo studio e alle ripetizioni...
E, se piove, pazienza!