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Saturday, November 24, 2007 - ore 23:31
(categoria: " Poesia ")
Ma il giorno che apersero i cancelli
che potemmo toccarle con le mani quelle
rose stupende, che potemmo finalmente inebriarci
del loro destino di fiori
Divine, lussureggianti rose!
non avrei potuto scrivere in quel
momento nulla che riguardasse i fiori
perchè io stessa ero diventata un fiore
io stessa avevo un gambo e una linfa A.Merini
Nel corso della sua vita Alda Merini ha conosciuto più volte il ricovero in manicomio prima e in clinica psichiatrica poi...In molte poesie ha parlato della sua malattia che è anche l’evento centrale della sua vita e forse l’origine della sua poesia. Questa la amo in modo particolare per la semplicità e la forza.
Sono sempre affascinata da questi pazzi come lei..persone che vivono sfacciatamente senza filtro, amplificando all’estremo dolore ed esaltazione come per sbatterlo in faccia a chi hanno davanti. Perchè sono così..cosa gli manca? O cosa hanno in più rispetto a chi è normale? C’è stata una stagione della mia vita, che ora mi appare talmente lontana che mi sembra di parlare della vita di qualcun altro, in cui mi è sembrato di sfiorare la follia..alternando momenti in cui mi percepivo lucidissima e in grado di vedere e capire cosa avesse senso e cosa no a momenti in cui pensavo di essere pazza..perchè probabilmente certi pensieri li avevo solo io..e tutti quelli che mi circondavano mi sembravano sereni e inconsapevoli. E volevo essere inconsapevole anch’io.
Oggi mi sembrano passati mille anni. E’ stato allora che che ho saputo chi fosse questa poetessa..perchè ho letto questa poesia :
Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenare tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.
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