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Monday, November 26, 2007 - ore 00:11


Strategie di cielo
(categoria: " Riflessioni ")


PUBBLICITA’ PROGRESSO
"Nostalgia di Dio.
Maria,parlaci di tuo Figlio!"


ai 2105 m. del Rifugio Cima Bianca (BG), 6-16 agosto 2008

Le parole vanno e vengono. Si chiamano e ri-chiamano. S’abbelliscono, s’abbruttiscono, cambiano direzione nei vocabolari. La Parola non è parola: rimane suono eterno. Ogni traduzione è tentativo di rispondere alla vertigine procurata negli originali scritti consegnati nel tempo. E’ tradimento.
Nella Parola abita un Uomo: Gesù di Nazareth! Un grande figo! E ci sta una donna meravigliosa: Maria. Di Nazareth pure Lei: figlia del suo Figlio.
Non è un gioco di parole! E’ semplice strategia del cielo.

Nella magia del Rifugio Cima Bianca di Colere (Bergamo), un viaggio affascinante dentro la Parola di Dio tenuti per mano da Maria, donna sorprendente. Perché, dentro la confusione del mondo, ci parli di suo Figlio e ci faccia nascere la nostalgia per Lui!
Un’occasione rivolta a ragazzi/e dai 18 ai 30 anni che hanno voglia di lasciarsi provocare - emozionare - incantare dalla potenza della Scrittura Sacra. Condividendo per dieci giorni la fede e la vita. Assieme a Lui!





Lassù, a due passi dal cielo, la terra si nutre dell’essenziale! E tutto è misurato: i posti disponibili sono 40! Se sei interessato/a scrivi a luperino@hotmail.com.


FESTA DI CRISTO RE DELL’UNIVERSO
"Troppa burocrazia per diventare santi.
Cristo fa da solo!"


di don Marco Pozza

Se per caso tu volessi diventare santo…oggi è dura! Guarda! Occorrono cinque anni dalla morte (perché le emozioni non giochino scherzi), tra la gente dev’essere chiara la fama di santità e l’intercessione presso il Signore. Poi si muovono i "pezzi da novanta": il vescovo, con il nulla Osta della Santa sede, istituisce un tribunale di fronte al quale sfilano i testimoni. E qui uno diventa servo/a di Dio. Se compi un miracolo, la strada è spianata. Poi tutto passa alla Congregazione delle Cause dei Santi. Il Postulatore segue il lavoro di sintesi che ne prova l’eroicità delle virtù e che sarà sottoposta al vaglio di nove teologi. Se la maggioranza di loro sarà favorevole, si passerà al vaglio di Cardinale e Vescovi. Se fila tutto liscio, il Prefetto della Congregazione espone il lavoro al Santo Padre che concede la sua approvazione. E qui uno diventa beato/a. Per la santità, aspetta! Occorre un altro miracolo avvenuto dopo la beatificazione. Solo ora diventi santo/a.
Mi è sorta una domanda: ma se ci fosse un’urgenza come la mettiamo?


Ho sfogliato il calendario zeppo di santi. Ma non c’è posto per lui. C’è un posto, c’è una festa, c’è un ricordo per tutti coloro che erano presenti quel giorno sul Calvario. Per la Madonna, naturalmente. Per Giovanni, per Maria Maddalena. C’è posto persino per gli assenti. Per il primo Papa, scappato chissà dove dopo che il canto del gallo l’ha disteso a terra. C’è posto per tutti gli altri apostoli tappati come talpe nelle tane della loro paura. Ma per lui, il Buon Ladrone, primo santo cristiano, non c’è posto nel calendario. Non viene nemmeno presentato dagli evangelisti. Così non conosciamo il nome e a nessun bambino, al momento del battesimo, può essere imposto quel nome. Oggi sarebbe la sua festa. T’immagini. Scorri sul calendario con il dito, ti fermi al Venerdì Prima di Pasqua e, sotto il numero del giorno, sta scritto: “Santo Buon Ladrone”. Proprio come Santa Rita da Cascia, San Giovanni Battista de la Salle, San Leone, San Giovanni Maria Vianney, San Giuseppe, Santa Felicita. T’immagini il disagio? Santo Buon Ladrone. Accetterebbero i “buoni parrocchiani” come modello un tipo così poco raccomandabile, entrato a far parte dei “nostri” negli ultimi cinque minuti della sua esistenza burrascosa?
Insomma, un personaggio un po’ scomodo, non troppo raccomandabile, neppure dopo la morte. Quindi: niente festa! Intendiamoci bene: non è che a lui importi granchè di questo sgarbo liturgico. Nel suo curriculum vanta pur sempre d’esser stato l’unico santo canonizzato direttamente da Cristo: “In verità ti dico: oggi sarai con me nel Paradiso”. Maria Valtorta, registrando le sue visioni, scrive: “Gesù si volge e lo guarda con profonda pietà, ed ha un sorriso ancora bellissimo sulla povera bocca torturata. Dice: Io te lo dico: oggi tu sarai con me in Paradiso”.


Immagina quel vecchio malfattore. Assuefatto ai tempi lunghi dell’attesa: cinque anni al remo, dieci anni di lavoro in miniera. Invece basta con i tempi lunghi. Gesù non si contenta di cancellare con un colpo di spugna tutte le macchie di quest’uomo brigantello. Gli preme confidargli che entrerà subito nel Paradiso. Poco prima Gesù aveva detto: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Costui, invece, lo si può assolvere più facilmente: sa quello che fa.
Ciò gli basta. E, probabilmente, gli avanza. Bella compagnia quella di Cristo nelle ultime ore. Lui che, nelle mille peripezie sulle strade della Galilea non s’è mai imbattuto nei briganti… in poche ore ha a che fare con tre facce di quella stirpe. Prima Barabba, il bandito che ha preso il suo posto nella libertà. E, sulla croce, con due malfattori.
Lo chiamano il “Buon Ladrone”… ma lui non ha rubato nulla. Se Gesù l’ha scaraventato nel Paradiso senza aprire il processo diocesano di beatificazione, significa che era fatto per il Paradiso. La sua nascita, la sua vita, i suoi brigantaggi dovevano portarlo là. Oltre Maria di Nazareth, più in là della Veronica, superato Simone di Cirene. Doveva essere il compagno di Cristo nel momento finale. Fianco a fianco con Cristo perchè è l’unico convinto di morire vicino ad un re. Anche se non sa leggere, quel cartello beffardo che hanno inchiodato in cima alla croce – Gesù Nazareno Re dei Giudei – è una vera insegna regale. Forse immagina questo regno come un grande giardino con torri, vini profumati e fontane. Un paradiso di scrigni, di strade dove lui volentieri dormirebbe, dorate di tiepido sole e senza inverno la notte.


Ma una domanda lo lacera: quando sarà arrivato lassù, il Re si ricorderà di lui? L’altro ladrone bestemmia come quelli sotto. E’ una bestemmia furibonda (“Se tu sei il Cristo, salva te stesso e noi”). Una bestemmia che fa ritrovare la violenza all’altro ladrone che, in croce, dedica al vecchio complice la sua ultima aggressione: “Neppure tu temi Dio, tu che ti trovi a subire lo stesso supplizio?”. Riconosce che quel crocifisso in mezzo a loro è Cristo. Ma non chiede il miracolo, non avverte nessun miracolo per essere salvato. E’ disinteressato questa volta. Lui, vissuto mangiando pane, cupidigia e rapina. Lui vuole solo un cantuccio nella memoria di Cristo: “ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Se avesse un tasca un ritrattino, un biglietto da visita… glielo infilerebbe tra i chiodi, come fanno le persone semplici lungo il sentiero di un viaggio.
Un gesto incredibile: in pochi minuti trasforma la sciagura di un’esistenza. Una vita intera giocata in pochi secondi. Troppo comodo? Eppure il Buon Ladrone ha riempito quel pochissimo tempo di cose grandissime. E il calendario di Dio…non concorda col nostro. Probabilmente Cristo s’è commosso: perché sulla croce ha ricevuto una splendida adorazione non dal primo Papa, non dai primi vescovi, ma da un brigante incallito. Questo ladrone è un profeta: afferma la regalità di Cristo nel momento dell’abominio, della sconfitta, della derisione dei notabili che stanno sotto la croce. Prima di giudicarlo indegno, dovremmo conoscerlo! Ha confessato le proprie colpe. Ha proclamato innocente Gesù. Ha zittito il compagno burbanzoso. Riconosce Gesù come un re (non durante un miracolo, ma nell’umiliazione e nell’abbandono). Riconosce nella morte l’ingresso per l’Eterno. Merita di accompagnare Cristo nel suo ingresso in Paradiso. Proprio lui. Il fuorilegge, l’escluso (anche dal calendario liturgico).


Un giorno una madre, discretamente ingenua come tante madri, s’avvicinò a Gesù e le formulò una richiesta azzardata: “Ordina che questi miei figli siedano uno a destra e uno a sinistra nel tuo regno” (Mt 20,21).
La povera donna non sapeva che era una cosa impossibile: il posto di destra era già riservato.
Ad un brigante.


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