Siamo angeli che dormono ancora il greve sonno della carne. L’uomo deve destarsi, aprire gli occhi alla verità se non vuole correre il rischio di attraversare la vita come un bruto incosciente. [Paracelso]
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. [Matteo, 7, 3-6]

Sono passata di fronte ad uno
specchio poco fa e mi sono ritrovata a
fissarmi negli occhi... che riflettano veramente l’
anima, quel che siamo nel profondo? Parlano di noi oppure mentono su quel che siamo? Abbiamo
5 sensi, ma sicuramente la vista è quello su cui facciamo più conto: è sbagliata questa nostra scelta? Il mondo che percepiamo grazie alle nostre pupille è reale oppure è solo una
rappresentazione? Perché, il più delle volte, non badiamo a quel che vediamo, lo ignoriamo e facciamo finta che non esista? Quanti posano uno sguardo vero e sincero sulle persone e su quel che li circonda?
Chiudo gli occhi ed osservo il buio...
E allora mi sono guardato negli occhi. Raramente ci si guarda negli occhi e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo. Dicono che, immergendosi allo specchio nei propri occhi -con attenzione cruciale e al tempo stesso con abbandono- si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l’ultimo Altro, anzi l’unico e vero se stesso, il centro di ogni esistenza e della nostra, insomma quel punto che avrebbe nome Dio. Invece, nello stagno acquoso dei miei occhi, io non ho scorto altro che la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me. Sempre il medesimo, con la sua domanda d’amore ormai scaduta e inservibile, ma ostinata fino all’indecenza. [Elsa Morante]