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Friday, November 30, 2007 - ore 11:58 italians do it better "Noi italiani siamo i migliori amatori! Non ci serve il viagra, abbiamo il fuoco nel sangue". Viagra, in dieci anni 60 milioni di pillole Ha cambiato le abitudini sessuali, apprezzato dalle coppie. Solo due italiani su cento ammettono di usarlo MILANO - Sessanta milioni di pillole vendute in Italia: così il Viagra si avvia a compiere i dieci anni di vita nel nostro Paese. E da noi, come nel resto del mondo, ha rivoluzionato le abitudini sessuali, forse tanto quanto la pillola contraccettiva. Una scoperta casuale, quella della sua azione anti-impotenza: l’industria americana Pfizer lo stava studiando come farmaco contro l’angina, ma non funzionava. Poi l’inaspettato «effetto collaterale» che è diventato una miniera d’oro per l’azienda (e per altre due «concorrenti» che producono Cialis e Levitra) e una benedizione per chi soffre di disturbi dell’erezione. Persone di una certa età, si pensava all’inizio, dal momento che l’impotenza è spesso legata a problemi cardiovascolari, ma con il passare del tempo hanno cominciato a farne uso anche i più giovani, persino ventenni che pensano così di ottimizzare chimicamente le loro prestazioni. Stando ai risultati di una ricerca su 2 mila persone presentata ieri a Milano, quelli che sembrerebbero i candidati ideali per il Viagra (gli over 65, appunto) in realtà non l’apprezzano molto: sette su dieci non la userebbero proprio. Più propensi i 35-44enni (il 41% la prenderebbe) e gli adulti fra i 45 e i 54 anni (favorevole il 43,9). La prima pillola dell’amore (che di effetti indesiderati ne ha pochi, ma va assunta con molta cautela quando si hanno problemi cardiovascolari) supera dunque le resistenze degli italiani, ma resta un tabù. Il Viagra si consuma in segreto: solo il 2 per cento ammette di farne uso. «Il dato degli italiani che fanno "outing" - spiega il sessuologo Emmanuele Jannini dell’Università di L’Aquila - non rispecchia i reali consumi. Quello che emerge però è che la pillola blu si inserisce in un contesto di cambiamento. Una seconda rivoluzione sessuale». L’identikit del consumatore, così come l’ha dipinto una ricerca condotta proprio all’Università di L’Aquila, è quella di un uomo sposato (ma colpevole di qualche scappatella) con in tasca un diploma di scuola media superiore o una laurea, pigro (l’80% non pratica alcuno sport) e in un caso su due fumatore. Avventure extraconiugali a parte, l’Amore ai tempi del Viagra (così è il sottotitolo di un gustoso libro intitolato Love dove alcuni personaggi della cultura si cimentano con questo tema) è cambiato soprattutto all’interno della coppia. Secondo l’indagine presentata a Milano, il 57% degli intervistati considera il Viagra una via per ritrovare l’armonia di coppia e per migliorare la vita sessuale. Un’altra ricerca, il Partner Satisfaction Study di cui si è parlato a Lisbona al X congresso della European Society for Sexual Medicine ha dimostrato come la cura delle disfunzioni erettili migliori l’esperienza sessuale della donna e riduca notevolmente l’ansia del compagno. Intanto anche il Viagra si adegua ai tempi. Alcuni ricercatori stanno lavorando a uno spray nasale con effetti in 60 secondi. Altri invece ne stanno verificando l’azione anti-jet lag (sugli animali) e altri ancora le proprietà anti-invecchiamento del parente prossimo Cialis. Lunga vita, dunque, alla pillola blu e alle sue sorelle. Adriana Bazzi 30 novembre 2007 articolo COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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