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Tuesday, December 04, 2007 - ore 22:51


Brani tratti da un libro di Bukowski
(categoria: " Vita Quotidiana ")



TRE POLLI


[...] poi riattaccò con gli insulti, mi rinfacciava soprattutto d’essermi fatto una sega mentre dormiva.
boh, se anche fosse stato vero sarebbero stati affari miei, se noi era lei ad essere tutta matta. lei mi rinfacciava di essermi fatto una sega nella vasca da bagno, nel ripostiglio, nell’ascensore, dappertutto.
ogni volta che uscivo dalla vasca lei si precipita in bagno e diceva cose come:
"ecco qui! LA VEDO BENE! GUARDA UN PO’ LI’!"
"sei pazza come un cavallo, è solo una macchia d’unto."
"no, è SPERMA! è SPERMA!"
oppure si precipitava dentro mentre mi lavavo le ascelle o tra le gambe e faceva, "VEDI O NON VEDI? TI STAI MASTURBANDO!"
"MASTURBANDO COSA? ma non è nemmeno possibile lavarsi le PALLE? le palle sono MIE, maledizione! non è più possibile nemmeno lavarsi le palle?"
"e cos’è allora quell’affare che spunta da là sotto?"
"questo è il mio dito indice, e adesso FUORI DI QUI!!!"
oppure a letto, ero lì che dormivo beato e tutto un tratto una mano mi afferra pisello e coglioni, amici, nel sonno profondo, nel bel mezzo della notte, quelle UNGHIE!
"AH, AH, TI HO BECCATO! TI HO BECCATO!"
"sei pazza come un cavallo, la prossima volta che fai una cosa del genere GIURO CHE TI AMMAZZO!"
"TI HO BECCATO! TI HO BECCATO! TI HO BECCATO!"
"per amor di dio, dormi e sta’ zitta..."
così anche quella sera lei era lì che mi lanciava, gridando, le solite accuse sulle mie seghe. [...]


"LA SANITA’ MENTALE E’ UN’IMPERFEZIONE"




LA BARBA BIANCA


[...]
Ancora una candela.
Sul pavimento c’era una stuoia. Ci mettemmo a sedere sulla stuoia. Accese la pipa con l’hashish e me la passò. Feci un tiro e gliela ripassai.
Guardai ancora quelle tette. Sembrava quasi ridicola legata com’era a quelle due cose. Era quasi un crimine. Ho detto, quasi. E, dopo tutto, ci sono delle altre cose oltre alle tette. Le cose che ci vanno insieme, per esempio. Beh, non avevo mai visto niente di simile in America.
[...]
Poi mi ritrovai sopra le tette, succhiando prima una, poi l’altra. Mi sentivo come un neonato. O almeno mi sentivo come immaginavo che si dovesse sentire un neonato. Mi veniva da piangere perché era così bello. Mi sentivo di poter continuare a succhiare quelle tette per sempre. La ragazza non dava segni d’insofferenza. In realtà, spuntò una lacrima! Era così bello, spuntò una lacrima. Una lacrima di gioia serena. Navigavo, navigavo. Dio mio, quanto avevano da imparare gli uomini! Io ero stato sempre un uomo da gambe, i miei occhi si concentravano sempre sulle gambe. Le donne che scendevano dalla macchina mi hanno sempre fatto fesso. Non sapevo più cosa fare. Come, dio mio, ecco li una donna che scende dalla macchina! Le vedo le GAMBE! BEN IN ALTO! Tutto quel nylon, quei finimenti. Tutta quella roba... MOLTO IN ALTO! IRRESISTIBILE! Non lo reggo! Pietà! Fatemi calpestare dai buoi! Eggià, sempre irresistibile. - adesso succhiavo tette. O.K.
Le piazzai le mani sotto le tette. Le sollevai. Tonnellate di carne. Carne senza bocca o occhi. CARNE CARNE CARNE. Me la sbattei in bocca e volai in paradiso.
Poi mi ritrovai sulla sua bocca mentre lavoravo alle mutandine viola. Poi mi issai in sella. Vapori mi passavano accanto nel buio. Elefanti mi spruzzavano la schiena di sudore. Fiori blu agitati dal vento. Acqua ragia bruciava. Mosé ruttava. Una conduttura di gomma che scendeva giù per una collina verde.
Finito. Non era durato molto. Bene... pene.

Proseguimmo.



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