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Sunday, December 09, 2007 - ore 20:08
THE WALL
(categoria: " Vita Quotidiana ")

THE WALL, "il muro"... con il senno, sempre ammesso che ne abbia ancora un briciolo, di poi mi pare che mai nome fu più azzeccato.
Immagino un muro e lo associo a concetti come separazione, esclusione, indifferenza... il Muro di Berlino, il Muro del Pianto, un "muro di gomma".
Concetti ben noti al gruppetto di simpaticissimi bambini rom che ieri sera sono stati sbattuti fuori dal Centro Giovanile poco prima che iniziassimo. Peccato che avessi fatto amicizia con loro nel pomeriggio, visto che era dalle 16.00 che si gelavano le chiappe con noi sugli spalti della palestra dove era ospitata la manifestazione. Erano entusiasti del nostro sound-check e avevano una gran voglia di ballare sotto il palco. Erano allegri, vivaci, solari.
Che bello, pensavo, finalmente un po’ di bambini "vivi"...
Era ormai ora di iniziare a suonare quando vengo chiamata all’esterno dell’edificio. I miei piccoli amici erano stati sbattuti fuori. Il motivo? I maschietti stavano entrando in bagno insieme quando la tipa che gestisce il locale li insegue e li fa buttare fuori in malo modo, da uno che li chiama brutalmente "zingari maleducati"; pare sia partito un "vaffanculo" ( non è lodevole ma sinceramente sarebbe uscito anche a me fossi stata al loro posto, era il minimo!).
Insomma erano lì fuori e mi supplicavano di entrare. Mi dirigo dalla tipa che fumava la cicca incurante di tutto e la prego di perdonarli. Questa seccata ribadisce che sono dei maleducati e che lei li conosce e che "si imparino l’educazione". Ci ho visto rosso. Sì perchè in quel fottutissimo posto di estrazione "cattolica", dove avevamo suonato due settimane prima, a ragazzini di circa 14 anni (veneti e con le tasche piene dei soldini di papà) venivano servite caraffe di vino CON TANTO DI CANNUCCIA (intendo che ognuno di questi ragazzini aveva una caraffa tutta per sè!!!) e questi avevano poi guarda caso sommerso il bagno di vomito e avevano assistito al nostro concerto con occhi da lobotomizzati. Certo, io e la mia band avevamo apprezzato molto il "valore educativo" di quel luogo aggregativo all’ombra della chiesa parrocchiale.
Ho fatto quel fottuto concerto SOLO per rispetto al mio gruppo e alle poche persone sedute negli angoli più remoti della palestra. Continuavo a pensare a quei bambini che avrebbero dovuto essere lì davanti e che invece erano fuori all’addiaccio; cazzo, era un MIO concerto e non potevo nemmeno suonare davanti a chi volevo, dei bambini per giunta! All’ultima canzone ho detto al microfono tutto quello che pensavo dell’accaduto.
Ovviamente gli organizzatori del concorso, i comunisti quanto i bravi cristiani, si sono incazzati.
Bravi... e Buon Natale a tutti!
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