Ho un sogno nel cassetto fin da quando ero adolescente: mi piacerebbe
scrivere per vivere, vorrei cioè essere in grado di
fare della “letteratura”, per raccontarmi, per raccontare fatti ed esperienze altrui... per
rivestire di parole la mia vita... Non dico arrivare a scrivere un
romanzo: mi accontento di qualche
racconto ben riuscito... Sono convinta che il
linguaggio sia uno dei pochi mezzi attraverso cui riusciamo a strapparci dall
Anonimato, dall
insulsaggine imperante della nostra vita comune e banale... Chi riesce ad esprimersi con carta e penna, in un certo qual modo si
eterna e
tramanda la parte migliore di sé, il frutto del suo ingegno: un libro è un microcosmo conchiuso in se stesso e vi si possono creare mondi, esistenze e storie. Attraverso i libri, oltre ad inventare, sotto un certo punto di vista, la
Storia, ci si costruisce un
autocoscienza e ci si rende pienamente conto delle proprie
qualità e dei propri
limiti... riga dopo riga e pagina dopo pagina aumentano le domande, ma anche le risposte e la
mediocrità che è in noi si allontana quel tanto che basta a renderci
soddisfatti di quel che siamo e della nostra
vita... Come vorrei saper scrivere per essere
contenta di me...
Perché una volta che il male di leggere si è impadronito dellorganismo, lo indebolisce tanto da farne facile preda dellaltro flagello, che si annida nel calamaio e che suppura nella penna. [V. Woolf]