![]() |
|
|
![]() |
|
m.organ, 27 anni spritzino di OZ CHE FACCIO? ascolto einaudi, brindo alla vita che scorre via Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO --how to be good - nick hornby (in inglese) --un libro su gesù HO VISTO la gente abituarsi a qualsiasi dolore, a qualsiasi situazione senza ribellarsi. meglio abituarsi. STO ASCOLTANDO blonde redhead,cristina donà, bach, ludovico e ludvig, vinicio capossela ora yann tiersen ti piacciono le riviste di meccanica? ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... preparare la valigia... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... come sempre allegro con tendenze suicide ma con stile. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Wednesday, December 12, 2007 - ore 10:32 furtivo è il pensiero rivolto a te Sabato sera stavamo come al solito aspettando andrea fuori da casa sua. Aspettare andrea era diventato un modo di stare con lui, un rituale, sapevamo benissimo che avremmo aspettato almeno mezzora buona prima di vederlo scendere. Con lui era così, gli si dava un orario, naturalmente anticipato rispetto al vero orario concordato e lui puntualmente come un orologio svizzero tardava. In realtà abbiamo passato più tempo ad aspettarlo che stare con lui. Nel frattempo Silvio si è buttato a capofitto su una spiga, dopo anni di esperienza sarebbe capace di rollarla anche con una mano sola, cazzo di un genio. Il genio della cartina. Peccato che per quanto sia bravo con le mani non lo è altrettanto con le parole. Il suono della sua voce è sempre una novità, almeno le poche volte che la senti. Perché silvio non parla quasi mai, sorride spesso, ti guarda con i suoi occhi color ghiaccio e ti scruta l’anima, i suoi occhi sempre con quel velo di tristezza dentro, i suoi occhi incapaci di mentirmi. Con silvio stavamo le ore in silenzio uno di fianco all’altro seduti in macchina, fumavamo insieme e ogni tanto commentavamo i passanti, a volte solo con lo sguardo. Eravamo riusciti a creare un nostro personalissimo codice fatto di gesti e sguardi, ogni movimento prendeva un significato preciso. Con lui potevo godermi il silenzio senza aver bisogno di dire una puttanata qualsiasi per non sentirmi in imbarazzo. Silenzio e basta. Essere con lui voleva dire essere con me stesso. Badate bene, non voleva dire essere soli, tutt’altro. Con lui ero me stesso alla seconda. LEGGI I COMMENTI (5) PERMALINK |
|||