
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Sunday, May 09, 2004 - ore 14:20
"la pula al bulli" - io c'ero
(categoria: " Pensieri ")
ovvero
"quando i buoni se la beccano in culo"È arrivata la polizia ieri sera al Bulli, c’era ancora il pienone, io avevo finito da poco, ma si ballava e beveva alla grande. Siccome c’è qualche vicino di casa malato mentale che vive per rompere i cocomeri alla gente che lavora, è una settimana che arrivano controlli. Quel vecchiaccio ha esagerato.
Ieri sera quindi polizia. In effetti l’errore era nostro, il locale doveva chiudere alle 2 ed erano le 3 passate. Bisognava essere più svegli noi. Ma ormai è fatta. Sono entrati facendo i duri, io ero in cucina a salutare i colleghi e sono riuscita ad andare fuori appena in tempo prima del controllo. Parlavano con Piero, mentre Mario da dietro al banco invitava i clienti ad uscire. Io seduta al bar fuori a fumarmi la cicca in attesa di sapere il verdetto dei pubblici ufficiali. Ero abbastanza tranquilla, solo molto dispiaciuta, e i titolari cercavano di mantenere la calma; ma molti dei ragazzi che erano stati obbligati a smettere di bere e di troncare una serata alcolica ben cominciata non ne volevano sapere, volevano ribellarsi al sopruso, volevano vendetta non so di cosa e si stavano sbizzarrendo con una serie di improperi alla divisa da far impietrire chiunque. Io chiedevo loro di stare sereni, di uscire e tornare a casa guidando piano. Loro mi dicevano che non era giusto, che noi siamo brava gente che lavora e che questi poliziotti eccetera eccetera. Su pressione di Biancaneve Omar escono.

Parlano, discutono, scrivono e piano piano anche i poliziotti escono. Salutano Piero, quasi per sfregio, dopo aver controllato e criticato l’inverosimile – nonché averci distrutto una serata intera. Io li seguo con lo sguardo finché non li vedo varcare il cancello. Mi alzo e anche se ormai priva di retribuzione mi metto a dare una mano per sistemare quanto possibile, erano tutti così tristi e lenti che mi sembrava giusto restare con la “famiglia” nel momento del bisogno. Mario era distrutto, continuava a chiedersi cosa ho fatto di male e si spinava birra. La Mari stava chiudendo tutto velocemente e in silenzio rigoroso. Il cuoco Mauro faceva il giullare di corte ma in certe situazioni le citazioni latine, le battute e i giochi di parole sono un po’ fuori luogo. Bel gesto ma poco opportuno. Certo non più dell’ironia scadente della Eli che farebbe bene a contare fino a 10 prima di pronunciare ogni minima sillaba. Piero con una bandana rossa legata in fronte girava senza espressione per il locale semi vuoto.
Inizio. Giù la borsa e su le maniche. Pulisco tavoli e tiro su sedie con Omar quando ad un tratto arriva una voce potente, maschile. Dov’è il signor Dotto, dice. Piero esce, con la bandana rossa da rambo. Poco serio da parte sua ma Piero è straordinario così, e io lo adoro. “Venga a vedere cosa fanno i suoi clienti, signor Dotto”. Piero esce, e dopo pochi minuti rientra con un sorriso sotto le labbra che riesco appena a percepire. Poi mi spiegano e li scoppiamo a ridere in 10 che eravamo rimasti.
Le comiche! 





Qualcuno ci vuole bene, qualcuno vuole bene allo staf del
Bulli e Pupe. Non so chi, ma ci ha regalato un sorriso e ci ha fatto pesare meno la depressione post visita. Qualche cliente “allegro e burlone” mentre i poliziotti erano dentro a perquisire e indagare e scrivere e controllare, ha staccato dalla volante la sirena. E se l’è portata a casa.

Senza andare sul retorico e parlare del conflitto tra popolo e celere, tra guardia e ladro, dico solo che l’ho presa come una dimostrazione d’affetto. Ammetto che erano più dispiaciuti per il mancato afflusso alcolico che per la nostra situazione, ma preferisco pensare che i nostri clienti ci vogliano bene..

Grazie, chiunque tu sia. Ma per favore, la prossima volta che vuoi farci un favore o che vuoi ribellarti allo strapotere delle forze armate, puoi farlo lontano dal Bulli che di casini ne abbiamo abbastanza per conto nostro?
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